Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Monica Trigona
Leggi i suoi articoliSarà uno scherzo? Un pesce d'aprile ben orchestrato sul suo canale Instagram seguito da più di 700mila followers o c'è del vero nel lapidario annuncio che appare sulla foto caricata nel profilo di Perrotin? La musica del post è quella di «Welcome in Italy» di Dario Ferrante e Marcello Massa, lo scatto sullo sfondo dell'«OPENING SOON PERROTIN VENICE» è quella di un palazzo nobiliare della Serenissima e poi, scorrendo le immagini caricate, si legge che sono talmente tante le mostre in cui la galleria è coinvolta durante la Biennale d'Arte che «potremmo quasi aprire una galleria a Venezia». Tutto sembrerebbe quadrare: Perrotin, galleria con sedi a Parigi, Londra, New York, Los Angeles, Hong Kong, Seoul, Tokyo, Shangai, Dubai e Las Vegas arriverà in Italia...Ci crediamo? Intanto a maggio gli artisti della galleria saranno in mostra in diverse sedi veneziane: Klara Kristalova sarà nel padiglione dei Paesi Nordici mentre Alma Allen nel padiglione USA. In più in città altri nomi del roster di Perrotin avranno palcoscenici di tutto rispetto: Hernan Bas a Ca' Pesaro, Julian Charrière al Museo Correr, Hans Hartung alla Fondazione Querini Stampalia, JR al The Venice Venice Hotel, Paola Pivi e Gelitin al Teatro Goldoni, Shim Moon-Seup a Ca' Faccanon e Monira Al Qadiri nell'Abbazia di San Gregorio e alla Fondazione Berengo/Glasstress.
A commento delle immagini (riassumibili nell'annuncio di prossima apertura, nella tentazione di aprire una nuova galleria e nei nomi degli artisti «perrottiniani» convolti in città), la galleria rassicura i suoi seguaci: «A breve condivideremo maggiori dettagli su tutte le nostre mostre in città». E noi attendiamo....
Altri articoli dell'autore
Sell-through al 98%, collezionisti da 31 Paesi e Asia scatenata: la Modern Evening Auction supera le stime e rilancia il mercato del Novecento tra record, capolavori e guerre di rilanci milionarie
Alla quindicesima edizione della fiera newyorkese il segnale più forte non è arrivato dalle vendite milionarie ma dalle istituzioni
Dalle gallerie brasiliane di San Paolo e Rio de Janeiro agli spazi indipendenti di Bogotá, Buenos Aires e Città del Messico, la presenza sudamericana alla fiera newyorkese conferma il nuovo peso dell’America Latina negli equilibri globali dell’arte contemporanea
Si alza il sipario sulle grandi aste del primo semestre. Sfogliamo i cataloghi delle big four nella Grande Mela, tra capolavori di Monet, Rothko, Basquiat, O’Keeffe, Kandinskij, Thiebaud...



