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«Vibrazione e Risveglio 05»

Foto Enrico Fedrigoli

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«Vibrazione e Risveglio 05»

Foto Enrico Fedrigoli

Perla Vergine, alla ricerca dell’Eros originario

Alla Fondazione Mazzoleni di Alzano Lombardo una mostra che non vuole soltanto parlare del corpo, ma attraversarlo, utilizzandolo come strumento per interrogare la relazione con sé stessi, con l’altro e con il mondo

Che cosa resta dell’Eros quando viene sottratto ai codici della seduzione, alle convenzioni sociali e alla semplice rappresentazione del desiderio? È da questa domanda che prende forma «Perla Vergine», il progetto di Perla che dal 3 al 24 ottobre arriva alla Fondazione Mazzoleni di Alzano Lombardo (Bg), dopo alcune anticipazioni a Londra, Milano e Roma. Una mostra che non vuole soltanto parlare del corpo, ma attraversarlo, utilizzandolo come strumento per interrogare la relazione con sé stessi, con l’altro e con il mondo.

Il titolo nasce dall’immagine di una perla ancora integra, non forata né lavorata: una condizione originaria che diventa metafora del desiderio prima che venga modellato da giudizi, tabù e aspettative. È proprio a questa possibilità di un Eros non addomesticato che Perla dedica la propria ricerca, mettendo in dialogo videoarte, fotografia, poesia e performance.

Nei suoi video, l’artista è insieme autrice e protagonista. In «Confessions of a Mask (c’mon now)», «Eros Dance», «Femdom (per un’ora d’amore)» e «Garden of Eden» il corpo diventa materia viva della ricerca, attraversato dal piacere e dalla vulnerabilità, ma anche dalle dinamiche di potere e dai conflitti che segnano le relazioni contemporanee.

Intorno a questa esperienza si costruiscono gli sguardi di tre fotografi. Max Cardelli, con «Anima», cerca ciò che nell’immagine va oltre la superficie; Enrico Fedrigoli, in «Vibrazione e Risveglio», trasforma il corpo attraverso il bianco e nero, la luce e la sovrapposizione delle immagini; Paola Francesca Barone, con «Viaggio nell’Inconscio», ne esplora invece la dimensione più intima e conoscitiva. Tre interpretazioni diverse che non documentano semplicemente il lavoro di Perla, ma diventano parte della stessa indagine sull’Eros.

A queste immagini si sovrappone la parola poetica di Gabriella Sartori, mentre l’introduzione di Milo Manara accompagna il progetto nella ricerca di una rappresentazione dell’erotismo capace di superare le differenze individuali e culturali. La curatela è di Simona Occioni.

Il percorso espositivo culmina nella performance «I gesti di Eros», in programma durante il vernissage del 3 ottobre alle ore 17: un’azione concepita come rituale contemporaneo, ispirata all’omonimo saggio di Paolo Bartolini e Chiara Mirabelli e accompagnata dai versi di Sartori.

Più che una mostra sul nudo o sulla sessualità, «Perla Vergine» si propone così come un viaggio dentro il significato del desiderio, alla ricerca di quella dimensione dell’Eros intesa come forza capace di mettere in relazione, generare e trasformare.

«I Gesti di Eros», 2024, ispirata all’omonimo saggio di Paolo Bartolini e Chiara Mirabelli. Foto Performance a Brera, 2024

Redazione, 29 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Perla Vergine, alla ricerca dell’Eros originario | Redazione

Perla Vergine, alla ricerca dell’Eros originario | Redazione