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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliDietro le sale dei musei e le opere che ammiriamo si muove un lavoro quotidiano fatto di indagini, responsabilità giuridiche, ricerca scientifica e scelte etiche. È da questa consapevolezza che nasce «Contro una falsa storia: musei, legalità e territori», il nuovo podcast e vodcast dell’Università degli Studi di Padova, disponibile su Spotify e YouTube, che affronta il tema della tutela del patrimonio culturale come questione viva e contemporanea.
Dal 13 gennaio, e per undici settimane, ogni martedì la serie propone un racconto delle sfide che attraversano oggi il mondo dei musei: dalla valorizzazione dei beni culturali al contrasto dei crimini che ne minacciano l’integrità, come gli scavi clandestini, il traffico illecito e la falsificazione. Ideato da Luca Zamparo e curato insieme a Daniele Zumerle e Monica Salvadori, il progetto nasce dal dialogo con le studentesse e gli studenti del Dipartimento dei Beni Culturali in collaborazione con il gruppo di lavoro «Musei, legalità e territorio» di Icom Italia.
Il cuore del podcast è rappresentato dalle voci degli ospiti, chiamati a raccontare il patrimonio dal punto di vista di chi lo studia, lo protegge e lo amministra. Direttori di istituzioni museali, come Christian Greco del Museo Egizio di Torino e Michele Lanzinger (che oltre ad essere presidente di Icom Italia dirige il Muse di Trento), riflettono sulle responsabilità della museologia contemporanea, mentre il tema della legalità prende forma concreta attraverso l’esperienza del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Accanto a loro, archeologi, storici, funzionari del Ministero della Cultura (Daniela Rizzo e Maurizio Pellegrini) e studiosi di nuove tecnologie mostrano come satelliti, ricerca accademica e cooperazione istituzionale siano oggi strumenti essenziali contro i traffici illeciti.
Non mancano casi emblematici, come la lunga vicenda dell’Atleta Vittorioso di Fano nelle parole di Rachele Dubbini (Università degli Studi di Ferrara), né aperture verso ambiti complementari: dalla falsificazione letteraria al ruolo dell’Intelligenza Artificiale con il filologo classico e docente dell’Università di Trento, Sandro La Barbera, fino all’importanza del giornalismo investigativo nella lotta alle archeomafie, affrontata da Serena Epifani, direttrice de «The Journal of Cultural Heritage Crime», e Fabrizio Feo, già giornalista della Rai. Il percorso si estende con la professoressa Elena Canadelli anche al patrimonio scientifico e naturale, interrogando le sfide della biodiversità e della museologia scientifica.
Registrato nei luoghi cardine di Padova, dal Palazzo del Bo all’Orto Botanico, «Contro una falsa storia» restituisce un’idea di museo come presidio civile. Un progetto che ribadisce il ruolo dell’università nella costruzione di una cultura della legalità, capace di connettere ricerca, istituzioni e società.
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Ma i termini dell’affermazione, secondo le ricostruzioni del settimanale locale «Daily Maverick», non sussistono. «È prassi comune che i padiglioni siano finanziati da una serie di soggetti, dagli sponsor tecnologici ai collezionisti, dai musei alle gallerie, ecc.», ha spiegato l’artista
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