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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliLa creatività di Marinella Senatore supera ogni confine, trincea e ostacolo: anche per questo è «Artista dell’anno» e a Roma è stata celebrata con un’iniziativa promossa e organizzata dalla direttrice della Gnamc-Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Renata Cristina Mazzantini, che crede profondamente nel progetto di «visiting artist» ispirato alla prassi delle grandi istituzioni internazionali. Senatore oltre ad essere un’artista è un vero e proprio emblema, rappresenta la capacità di coinvolgere l’umanità con umanità, dove il fragore delle armi viene combattuto con il battito, fortissimo, del cuore: è la forza della vita contro la debolezza della morte, la voglia di riscattare i singoli dall’umiliazione ergendosi nella loro difesa, dove la sapienza immacolata delle mani nude crea opere d’arte annichilendo così chi le usa per diffondere violenza.
L’artista di Cava de’ Tirreni (Sa) con gli arazzi esposti alla Gnamc, per non parlare dei suoi collage, disegni, film e performance collettive che hanno caratterizzato la sua presenza non solo nei musei, fino al prossimo 31 dicembre illumina una sala con una selezione significativa di opere e organizzando un ciclo di incontri, laboratori ed eventi aperti al pubblico, agli studiosi e agli studenti delle accademie e delle facoltà di Valle Giulia: qui la tessitura è protagonista assoluta, accanto alla serie di 32 disegni «It’s Time to Go Back to the Street», tra mindful movement, parkour e coreografie. Completano la sezione i 5 disegni della serie dedicata alla Divina Commedia. E i 2 collage inediti «The Creation of a Context» intrecciano parola e immagine: i testi, generati nei laboratori con diverse comunità, emergono come condensazioni di esperienza su superfici stratificate. Gli arazzi monumentali inediti attirano lo sguardo e la mente: «The Theatre of Commons», realizzati con la Chanakya School of Craft di Mumbai, racchiudono in ogni filo la traccia di un passaggio, ogni livello il risultato di una negoziazione tra gesto individuale e dimensione collettiva. Nel percorso del museo, completa l’allestimento la scultura luminosa «Remember The First Time You Saw Your Name», fortemente evocativa: guardandola, il primo riferimento letterario è stato la poesia How beautiful the earth is still, noto nella versione italiana Come risplende luminosa, di Emily Brontë. La cifra stilistica di Senatore ha un legame con la scrittrice britannica, con la vita che esprime sinceramente l’arte, i fantasmi erranti, il fuoco che assume il colore rosso ma anche nero. E ci si chiede perché non sia mai apparsa al Palio di Siena un’opera di Marinella Senatore, un drappellone d’artista che scatenerebbe le contrade per conquistarlo e inserirlo nella collezione del proprio museo. Ma su questo tema c’è un altro appuntamento con la storia che meriterà una straordinaria attenzione, il 2 agosto, in Veneto: il Palio di Feltre.
Marinella Senatore, «Remember The First Time You Saw Your Name», 2021. Foto Mazen Jannoun. Courtesy Gnamc