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«Vista dalla finestra a Le Gras» di Joseph Nicéphore Niépce sarà esposta dalla fine di aprile alla fine di giugno 2027 nella casa-laboratorio di Chalon-sur-Saône, dove fu creata tra il 1826 e il 1827
- Cecilia Paccagnella
- 04 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Joseph Nicéphore Niépce, «Vista dalla finestra a Le Gras», 1826
Per i suoi duecento anni torna eccezionalmente in Francia la prima fotografia mai realizzata
«Vista dalla finestra a Le Gras» di Joseph Nicéphore Niépce sarà esposta dalla fine di aprile alla fine di giugno 2027 nella casa-laboratorio di Chalon-sur-Saône, dove fu creata tra il 1826 e il 1827
- Cecilia Paccagnella
- 04 settembre 2026
- 00’minuti di lettura
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliLa regina delle fotografie parteciperà ai festeggiamenti per i duecento anni dell’ottava arte. Ad annunciarlo, il 3 settembre, è stata la ministra della Cultura francese, Catherine Pégard, durante una conferenza stampa al Palais-Royal di Parigi per inaugurare ufficialmente il «Bicentenaire de la Photographie», fino al 30 settembre 2027.
«Fu in Francia, a Chalon-sur-Saône, che Nicéphore Niépce scattò la prima fotografia della storia dalla sua finestra tra il 1826 e il 1827, ricorda la Ministra. Meno di dieci anni dopo, nel 1835, Louis Daguerre perfezionò il dagherrotipo. Poi, nel 1839, la sua invenzione fu presentata all'Accademia delle Scienze da François Arago, un fisico diventato statista, che fece pressioni sul governo francese affinché acquistasse il brevetto di Daguerre».
È in questa cornice che tornerà in Francia, dalla fine di aprile alla fine di giugno 2027, «Vista dalla finestra a Le Gras», l’eliografia di Niépce considerata la fotografia più antica giunta fino a noi e ora conservata all’Harry Ransom Center di Austin, in Texas, che custodisce la collezione di Alison e Helmut Gernsheim, quest’ultimo storico britannico che la acquistò nel 1952. Prima che riaffiorasse all’interno di un baule affidato a un collezionista, si riteneva perduta. È la prima volta che l’immagine sarà esposta nel suo «Paese d’origine» e, nello specifico, proprio dove fu creata, nella casa di Chalon-sur-Saône, nella mostra «L’impronta di Helios. 1826-1827, Niépce inventa la fotografia!» che racconterà il processo creativo del padre della fotografia.
Il soggetto dello scatto, nonostante la grana spessa e l’esposizione sbilanciata, è il panorama visto dal primo piano della casa-laboratorio di Niépce (oggi Musée Maison Nicéphore Niépce), in Borgogna. Non si hanno informazioni precise sul tempo in cui il foglio di peltro ricoperto di bitume di Giudea sia stato esposto alla luce, ma sicuramente non trascorsero meno di 8 ore (studi recenti lo fanno ammontare a diversi giorni).
«La nazione ha scelto di non brevettare l’invenzione, ma di donarla all’umanità, afferma Pégard. È un atto tanto tecnico quanto politico, che dice qualcosa di profondo sull’idea francese di progresso: la conoscenza è un bene universale e l’apprendimento è qualcosa da condividere».