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Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliParigi rende omaggio a Jane Birkin, figura iconica della cultura franco-britannica, intitolandole una passerella pedonale sul Canal Saint-Martin, nel 10° arrondissement. La cerimonia si è svolta sabato alla presenza delle figlie Charlotte Gainsbourg e Lou Doillon, che hanno ricordato la madre con parole intime e cariche di emozione. «Il ponte Jane Birkin: è qualcosa di poetico», ha detto Charlotte Gainsbourg durante l’inaugurazione. «Lo avrebbe amato profondamente». Un’immagine, quella del ponte, che diventa metafora della vita dell’artista, nata a Londra nel 1946 e approdata a Parigi negli anni Sessanta, città che avrebbe poi scelto come patria d’elezione.
«Potrebbe essere il ponte che la collegava all’Inghilterra e che la riportava di corsa in Francia», ha aggiunto Gainsbourg, sottolineando la dimensione transnazionale di un’esistenza vissuta tra musica, cinema e impegno civile. Anche Lou Doillon ha evocato il senso simbolico dell’intitolazione: «Mio figlio stamattina mi ha chiesto se mia madre fosse ancora morta. Gli ho risposto: sì, ma oggi sta diventando un ponte». Un modo, ha spiegato, più vicino allo spirito di Birkin rispetto alla quiete e alla solennità di un cimitero, che «non le si addicevano».
La targa, svelata da Gainsbourg, Doillon e dal nipote Roman de Kermadec, reca l’iscrizione: Jane Birkin Footbridge (1946–2023), singer, actor, director.
Artista poliedrica, Jane Birkin è stata una delle figure più riconoscibili della cultura europea del secondo Novecento. Il suo sodalizio artistico e sentimentale con Serge Gainsbourg ha segnato la storia della canzone, a partire dal controverso successo di Je t’aime… moi non plus. Parallelamente, il cinema le ha offerto ruoli memorabili: dal Blow-Up di Michelangelo Antonioni alle collaborazioni con registi come Agnès Varda e Bertrand Tavernier. Scomparsa nel 2023 all’età di 76 anni, Birkin resta una presenza viva nell’immaginario collettivo. Ora, nel cuore di Parigi, il suo nome diventa un luogo di passaggio, incontro e continuità: un ponte, appunto, tra vite, città e culture.
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