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Render del progetto di Am3 Architetti Associati per l’ampliamento del Museo Riso

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Render del progetto di Am3 Architetti Associati per l’ampliamento del Museo Riso

Palermo vuole più contemporaneo: raddoppia il Riso

Nuove opere grazie al Ministero e 6 milioni di euro per l’ampliamento del museo, dove una nuova ala in ferro e vetro ospiterà Nitsch, Beecroft, Galindo, Frisch e Palazzolo

Giusi Diana

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Con la recente acquisizione di nuove opere, grazie al Piano per l’arte contemporanea Pac 2020 promosso dal Ministero della Cultura (MiC), il Museo Riso riparte dal riallestimento della collezione, in attesa di chiudere e di trasferire le opere all’Albergo delle Povere durante i lavori di ampliamento che dovrebbero partire entro l’anno.

Istituito il 9 agosto 2002, il primo Museo regionale d’arte moderna e contemporanea siciliano ha sede dal 2005 a Palazzo Belmonte Riso, un edificio settecentesco con spazi insufficienti ad accogliere sia la collezione che le mostre temporanee. Il progetto definitivo di ampliamento degli spazi museali e di valorizzazione dell’area archeologica dello studio AM3 Architetti Associati, con il contributo di Michele Spallino e Add Design, prevede la ricostruzione ex novo, in vetro e acciaio, dell’ala sinistra distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Il museo verrà così dotato di spazi per le mostre temporanee e il suo foyer sarà «un luogo urbano attraversabile» che connetterà piazza del Gran Cancelliere, l’area archeologica e piazza Bologni. I lavori dovrebbero concludersi entro due anni per una spesa di circa 6 milioni di euro. Le nuove acquisizioni sono state finanziate tramite il Pac 2020, promosso dalla Direzione Generale della Creatività contemporanea del MiC, che il Museo Riso ha vinto insieme ad altri 32 istituti italiani.

Tra le nuove opere che entrano in collezione, di artisti internazionali che hanno un legame con la Sicilia, sono un acrilico e sangue su tela di Hermann Nitsch, scelto con l’artista pochi mesi prima della sua scomparsa il 18 aprile 2022, «VB62.73.DG.VB», una fotografia della performance di Vanessa Beecroft allo Spasimo del 2008, il video a due canali «Raíces» di Regina José Galindo del 2015, girato all’Orto Botanico di Palermo, «Campo 928-B» di Shay Frisch del 2020 e alcune stampe su tessuto di Aldo Palazzolo.

La storica dell’arte Maddalena De Luca direttrice del Riso da luglio dello scorso anno, spiega: «Ferme restando le installazioni ambientali site specific di Christian Boltanski, Richard Long e Jannis Kounellis, oltre all’inserimento di opere recentemente entrate in collezione per donazione, verranno riproposte in un nuovo allestimento le opere di Richard Long (il text work), Emilio Isgrò, Michele Canzoneri e Giovanni Anselmo. Inediti saranno anche gli allestimenti nei due piani dell’ala nuova con opere più strettamente legate al territorio o entrate in collezione attraverso altri progetti ministeriali quali l’Italian Council, con l’acquisizione di un’opera di Cesare Viel, e Cantica 21 con l’opera di Diego Miguel Mirabella».

Render del progetto di Am3 Architetti Associati per l’ampliamento del Museo Riso

Giusi Diana, 13 marzo 2023 | © Riproduzione riservata

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