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Giusi Diana
Leggi i suoi articoliAll’ingresso di Castelbuono (Pa) si viene accolti da «San Marzano 2», un cartellone pubblicitario opera del duo Aterraterra che inaugurerà il 13 settembre la mostra «Ecosistemi Connessi. Museo e Comunità Post-Varietali». Un vero è proprio manifesto per introdurre il Museo Civico di Castelbuono, un museo partecipato, attento ai temi ambientali ed ecologici, che si rinnova e si rende più accessibile, presentando il riallestimento della collezione permanente d’arte contemporanea, che dal 2014, sotto la direzione di Laura Barreca ha avuto uno straordinario impulso grazie a numerose acquisizioni. Il nuovo allestimento è stato curato da Barreca e Valentina Bruschi ed è firmato dallo Studio AM3 Architetti Associati.
Ospitato all’interno dell’affascinante castello medievale dei Ventimiglia, questo museo situato nel borgo di Castelbuono nel Parco delle Madonie, non ha niente da invidiare a quelli dei centri maggiori, anzi per visione culturale (ha perfino un dipartimento «progetti partecipativi» affidato a Maria Rosa Sossai) e capacità manageriale stacca nettamente realtà museali di città come Palermo e Catania. Basta scorrere i nomi degli artisti le cui opere sono state acquisite negli ultimi 10 anni, spesso grazie ai bandi della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Artisti di livello internazionale, tra cui molti siciliani di diverse generazioni: Claire Fontaine, Olaf Nicolai, Masbedo, Letizia Battaglia, Beatrice Gibson, Luca Trevisani, Loredana Longo, Manfredi Beninati, Maria Domenica Rapicavoli, Melo Minnella, Sandro Scalia, Francesco Bellina, Giulio Squillacciotti, Concetta Modica, Jenny Petrotta e Emiliano Maggi.
Diverse novità, a partire dagli ambienti del piano terra, con cinque grandi sculture lignee di Mario Pecoraino (1930-2019), tra i più interessanti scultori siciliani della sua generazione, prima esposte in altre sedi comunali. Un allestimento più arioso ha valorizzato il dialogo tra opere e ambienti medievali come nelle sale del piano superiore, con le sculture di Mangano & van Rooy e di Salvatore Arancio. Altra novità è la sala dedicata alla fotografia in bianco e nero con un efficace allestimento che lascia libere le pareti in pietra: qui è esposto un nucleo di sette fotografie scattate in Sicilia da Lisetta Carmi (1924-2022), acquisite grazie al sostegno di «Strategia Fotografia 2024». Parte del progetto «Il viaggio in Sicilia di Lisetta Carmi», a cura di Valentina Bruschi, gli scatti provengono dall’Archivio dell’artista e sono risalgono al suo ultimo reportage, commissionatole dall’azienda Dalmine nel 1977.
Salvatore Arancio, «Loblolly Jack Gray Knobcone», 2016, collezione Museo Civico Castelbuono. Photo: Valentina Minutella
Una veduta della Sala fotografia al Museo Civico di Castelbuono, 2025. Photo: Valentina Minutella
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