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Un particolare della Pala Morganti

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Un particolare della Pala Morganti

Pala Morganti, al via il restauro: investimento da 90mila euro e un anno di lavori

La grande (e pesante: oltre 250 kg!) tavola cinquecentesca sarà restaurata nella Pinacoteca Civica di Fano. Dopo una prima fase di copertura dell’opera, i visitatori potranno seguire l’intervento attraverso una vetrata

Valeria Sermonti

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Oltre 250 chili di peso, forse anche 300, e dimensioni imponenti: 4,23 metri di altezza per 2,44 di larghezza. La Pala Morganti, un’opera importante nel patrimonio artistico della città di Fano (Pu), si prepara a un intervento di restauro atteso da oltre cinquant’anni. Il progetto sarà finanziato con 90mila euro stanziati dal Ministero della Cultura e avrà una durata stimata di circa un anno.

L’opera, che raffigura «La Resurrezione di Lazzaro e san Michele Arcangelo», sarà restaurata direttamente all’interno della Pinacoteca Civica di Fano. Una scelta che permetterà di seguire da vicino le diverse fasi dei lavori: dopo un primo periodo in cui il dipinto sarà coperto e non potrà essere osservato direttamente, salvo attraverso gli aggiornamenti pubblicati sui canali social del Comune, da un certo punto in poi i visitatori potranno assistere all’intervento attraverso una vetrata, anche con il cantiere in corso.

Realizzata da Bartolomeo e Pompeo Morganti, la pala fu commissionata nel 1532 dalla Compagnia di San Michele Arcangelo, che fornì indicazioni precise sui colori e sugli elementi iconografici da inserire nella composizione. Il dipinto presenta oggi condizioni conservative che rendono necessario un intervento articolato, anche a causa di alcune fessurazioni orizzontali. Il progetto è stato curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro Urbino.

La prima operazione ha riguardato lo spostamento dell’opera, sostenuto economicamente dal Comune di Fano. Una fase particolarmente delicata, considerate le dimensioni e il peso della tavola lignea. «Il prossimo passaggio sarà la messa in sicurezza della pellicola pittorica», ha spiegato Giulia Agostinelli, funzionaria restauratrice della Soprintendenza. Il dipinto verrà quindi inserito in un involucro nel quale sarà sottratto l’ossigeno attraverso un processo di anossia controllata. Si potranno così eliminare eventuali parassiti del legno e altri microrganismi, comprese le muffe.

Il restauro rappresenterà anche un’occasione per approfondire la conoscenza dell’opera. Come ha sottolineato Sonia Melideo, funzionaria e storica dell’arte del Ministero della Cultura, saranno condotte ulteriori indagini diagnostiche non invasive, che permetteranno di raccogliere nuove informazioni sul dipinto senza comprometterne l’integrità.

Per l’assessora alla Cultura del Comune di Fano, Lucia Tarsi, l’intervento conferma l’impegno dell’Amministrazione nella tutela del patrimonio storico e artistico cittadino. Un’attenzione che, anche alla luce delle recenti scoperte legate alla Basilica di Vitruvio, punta a valorizzare l’intero patrimonio culturale locale.

Nella circostanza sono anche stati presentati i lavori per il consolidamento della Chiesa di San Francesco, a cui è stato destinato un finanziamento di 180mila euro. L’intervento si concentrerà sui muri perimetrali, per evitare il rischio di distacchi in uno dei più importanti contenitori culturali della città di Fano.

Valeria Sermonti, 27 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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