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Olio, arte e Mediterraneo, torna a Roma il Premio Ranieri Filo della Torre 2026

Nella sede di Confagricoltura la IX edizione del premio promosso da Pandolea per legare ricerca scientifica, letteratura, arti visive e cultura dell’olivicoltura

Carlino Corezzi

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A Roma, nella sede di Confagricoltura a Palazzo della Valle, la IX edizione del Premio Ranieri Filo della Torre riporta al centro il rapporto dell’olivicoltura, con la cultura e rappresentazione artistica del paesaggio mediterraneo. Promosso da Pandolea — l’associazione che riunisce produttrici di olio extravergine e professioniste del settore — il premio nasce per valorizzare l’olivo e l’olio come patrimoni culturali, simbolici e creativi. Giunto alla nona edizione e presentato nella sede romana di Confagricoltura, il premio connette ricerca scientifica, scrittura, divulgazione e arti visive, costruendo una piattaforma culturale interdisciplinare. L’edizione 2026 si è svolta inoltre nell’ambito dell’Anno Internazionale delle Donne Agricoltrici proclamato dall’ONU, tema richiamato dalla presidente di Pandolea Loriana Abbruzzetti, che ha sottolineato il ruolo delle donne nella produzione agricola e nella costruzione dei futuri sistemi alimentari. Un tema ripreso anche da Tacko Ndiaye, Gender Team Leader FAO, che ha collegato la coltivazione dell’olivo ai concetti di resilienza rurale, continuità generazionale e identità delle comunità mediterranee. Accanto alla sezione scientifica, dedicata alle ricerche universitarie sull’olivicoltura contemporanea, il premio mantiene una forte componente artistica e letteraria. La sezione narrativa e poetica ha premiato opere dedicate al paesaggio, alla memoria e alla cultura dell’olio, con riconoscimenti assegnati a Vincenzo Screti per la poesia, Francesca Pecorella per la narrativa e Antonietta Tiberia per la sezione haiku. Le opere vincitrici sono state interpretate pubblicamente dagli attori del gruppo Lettori giUlivi, trasformando la cerimonia in una lettura performativa tra letteratura e oralità. Il sistema dei premi speciali conferma l’apertura verso alle arti visive contemporanee: vari riconoscimenti assegnati a personalità della ricerca, della comunicazione e delle istituzioni consistono in opere realizzate da artiste e fotografi contemporanei: Lorenza Vitali ha ricevuto un lavoro di Savina Tavano, Sonia Massari un’opera di Elisabetta Caracciolo, Gisella Naturale un lavoro di Luisa Grifoni della Valle, mentre Stefania Ruggeri una fotografia di Carlo D’Orta. Il premio costruisce così attorno all’olivicoltura un immaginario che attraversa agricoltura, arti, paesaggio e rappresentazione culturale del Mediterraneo. Anche il sistema delle collaborazioni riflette questa impostazione con la partecipazione di realtà come Confagricoltura, l’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio, CIA-Agricoltori Italiani, Ciheam Bari, Orbis Edizioni, l’Associazione Amici Arte Moderna a Valle Giulia e Aifo.   

Carlino Corezzi, 20 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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