Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoliARTICOLI CORRELATI
Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviataci da un nostro lettore e indirizzata all’Amministrazione dei Musei Reali di Torino, relativa a una visita alla Galleria Sabauda effettuata il 17 gennaio.
Oggi io e mia moglie, da torinesi, ci siamo recati in visita alla Galleria Sabauda. Abbiamo due note dolenti da evidenziare:
1. Con nostra grande sorpresa (e dispiacere) non abbiamo potuto visitare le sale della Collezione Gualino, una delle parti più importanti della Galleria, dal momento che era chiusa «per mancanza di personale», ci è stato detto. Chi ci ha gentilmente risposto ha aggiunto che la situazione creatasi oggi è ricorrente, quasi usuale a causa delle assenze che spesso si verificano nel personale, evidentemente non in numero sufficiente per essere prontamente sostituito. Si aggiunga a questo il fatto che tali «défaillances» sono anche imprevedibili. Occorre concludere che ad oggi nessuno, nemmeno chi viene a Torino magari dagli Stati Uniti o dal Giappone, può prevedere se riuscirà a visitare la collezione intera pur risultando il museo aperto e pagando intero il biglietto!
2. L’illuminazione delle opere pittoriche, pur disposte in ambienti moderni, è pessima. Sono stati utilizzati faretti che spesso creano riflessi sulle tele e obbligano il visitatore a cercare continuamente l’angolo visuale migliore per vedere i quadri senza riflessi. In molti casi la luce proietta sulle tele l’ombra delle cornici.
Per concludere: una galleria di questa portata, notevolissima, merita decisamente un trattamento migliore. E di conseguenza anche i suoi estimatori.
Ferdinando Cancelli, Torino
Altri articoli dell'autore
Si è spento a 93 anni nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari
Per due giorni, il 20 e il 21 gennaio, l’Accademia Albertina ospita un convegno internazionale che prelude all’Art Research World Exhibition in programma a marzo
Un cambiamento che coinvolge organizzatori e galleristi, ma soprattutto i visitatori, chiamati a confrontarsi con un contesto inedito, rinnovato nell’estetica e nei contenuti
In un ex complesso industriale di oltre 600 anni il nuovo Centro inaugura il primo marzo con una mostra di Alfredo Pirri



