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Carlino Corezzi
Leggi i suoi articoliUna foresta pluviale può essere ricostruita attraverso milioni di dati, trasformata in immagini generate dall’intelligenza artificiale e tradotta anche in profumo. È il nuovo passaggio della ricerca di Refik Anadol, l’artista turco-americano che da anni lavora sulla trasformazione degli archivi digitali in ambienti immersivi. Parte da qui la collaborazione tra Dataland, il museo dedicato all’arte e all’intelligenza artificiale fondato a Los Angeles da Anadol con Efsun Erkılıç, e L’Oréal Luxe.
La divisione lusso del gruppo francese è stata scelta come primo partner olfattivo del museo e parteciperà alla mostra inaugurale «Machine Dreams: Rainforest», aperta dal 20 giugno 2026. Per la prima volta il linguaggio visivo costruito attraverso algoritmi e grandi archivi di dati naturali sarà accompagnato da una componente olfattiva sviluppata appositamente per il percorso espositivo. L’Oréal Luxe ha creato dodici impronte olfattive ispirate alla foresta pluviale, lavorando a partire dall’universo visivo generato dal Large Nature Model di Dataland, il sistema utilizzato dallo studio di Anadol per elaborare grandi quantità di dati provenienti dal mondo naturale. Le fragranze saranno diffuse attraverso dispositivi capaci di dialogare con le opere e con la presenza dei visitatori nello spazio.
Il progetto amplia il concetto di museo immersivo aggiungendo l’olfatto agli elementi già utilizzati dalle installazioni digitali: immagine, suono e movimento. A Dataland, uno spazio di circa 20mila metri quadrati articolato in cinque gallerie multisensoriali, attraverso intelligenza artificiale e sistemi computazionali, l’artista raccoglie enormi archivi di immagini e informazioni — dalla natura alla memoria collettiva — e li trasforma in opere digitali in movimento. Dopo installazioni presentate in musei e spazi pubblici internazionali, Dataland sarà il luogo permanente dedicato a queste sperimentazioni. Per L’Oréal Luxe la collaborazione porta la ricerca sul profumo in un contesto diverso da quello della creazione tradizionale. Le fragranze diventano parte dell’opera e accompagnano un ambiente in cui tecnologia, percezione e natura vengono rielaborate attraverso nuovi strumenti digitali.
Carlino Corezzi
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