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Carlino Corezzi
Leggi i suoi articoliHa poco più di vent’anni e già governa Firenze, negozia con papi e sovrani, protegge filosofi, poeti e artisti, scrive versi, organizza feste, commissiona opere e raccoglie antichità. Lorenzo de’ Medici detto il Magnifico (1449-92), è una figura chiave del Rinascimento italiano, abile diplomatico, fu l’ago della bilancia della politica italiana, garantendo decenni di pace ed equilibrio tra gli Stati. Fu un eccezionale mecenate che trasformò Firenze nel centro culturale d’Europa offrendo la sua protezione ad artisti come Michelangelo e Leonardo da Vinci. Più di ogni altro protagonista del Rinascimento, fa del collezionismo uno strumento di governo e la cultura in una forma di potere. Quando muore a Careggi l’8 aprile 1492 ha soltanto quarantatré anni, ma il suo nome è già impresso nella storia europea. Nella sua residenza di via Larga non si conservano semplicemente oggetti preziosi. Statue antiche, busti romani, gemme incise, cammei, monete, codici miniati, manoscritti, bronzi e dipinti convivono in una raccolta costruita secondo una visione coerente. L’antico è materia di studio, modello politico, fonte di ispirazione per gli artisti e linguaggio attraverso cui i Medici costruiscono la propria identità pubblica. Attorno a quelle opere si incontrano Marsilio Ficino, Angelo Poliziano, Pico della Mirandola; Botticelli lavora per la famiglia, mentre il giovane Michelangelo studia le sculture del giardino di San Marco. Firenze diventa così il luogo in cui umanesimo, arte e collezionismo si fondono in un unico progetto culturale.
Quell’universo, tuttavia, si disperde nel giro di pochi decenni. Le collezioni vengono trasferite, divise, vendute, ereditate; molte opere cambiano città e Paese, altre entreranno poi nei grandi musei europei. Ricostruire oggi ciò che Lorenzo possedeva significa quindi ricomporre un mosaico frammentato da oltre cinque secoli per tornare alle origini del collezionismo rinascimentale. È questa l’ambizione di «Magnifico 1492», la grande mostra che le Gallerie degli Uffizi dedicano a Lorenzo de’ Medici dal prossimo novembre. Il progetto riunisce, per la prima volta, opere provenienti da musei e collezioni italiani e internazionali per ricostruire la raccolta documentata negli inventari dell’anno della sua morte, restituendo il sistema di relazioni che Lorenzo seppe costruire tra arte, politica, sapere e diplomazia, mostrando come una collezione privata sia diventata uno dei motori della cultura europea. Il 1492 non coincide soltanto con la morte del Magnifico e con la scoperta dell’America, ma rappresenta anche la fine di un equilibrio politico destinato a incrinarsi di lì a poco. Due anni dopo Firenze avrebbe espulso i Medici; pochi mesi più tardi Carlo VIII sarebbe sceso in Italia inaugurando le guerre d’Italia. Gli Uffizi scelgono proprio quel momento di passaggio per riportare idealmente nella stessa città un patrimonio disperso e rileggere la figura di Lorenzo attraverso gli oggetti che ne raccontano il pensiero, le ambizioni e la visione del mondo.