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Leopoldo Zuccolo, «Cupido e Psiche», tra 1790 e 1799, Castello di Udine, Udine, Civici musei e gallerie di storia e arte. Gabinetto dei disegni e delle stampe

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Leopoldo Zuccolo, «Cupido e Psiche», tra 1790 e 1799, Castello di Udine, Udine, Civici musei e gallerie di storia e arte. Gabinetto dei disegni e delle stampe

I disegni di Leopoldo Zuccolo, le testimonianze dell’antico in mostra

Oltre un centinaio di opere grafiche raccontano la storia dell’incisore friulano e spiegano il suo contributo fondamentale per la conservazione del nostro patrimonio archeologico dal Settecento ai giorni nostri

Carlino Corezzi

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La Triennale Europea dell’Incisione continua lo studio e la valorizzazione delle collezioni di grafica dei Civici Musei di Udine dedicando una mostra a Leopoldo Zuccolo, protagonista e divulgatore del gusto neoclassico in Friuli. Formidabile disegnatore oltre che pittore e trattatista, per lui ha posato un’intera generazione di nobili e borghesi, di ogni età, fissati in punta di matita e a china con un fare da miniaturista che si ispira al gusto per il cammeo a imitazione dell’Antico. Ma la sua fama sta nel fatto che fu, tra il 1807 e il 1813, il primo conservatore del Museo Eugeniano di Aquileia, su mandato del governo francese, con il compito di redigere inventari e disegnare le raccolte archeologiche che si andavano assemblando presso il vestibolo del Battistero della Basilica di Aquileia. I suoi album sono una preziosa e insostituibile testimonianza storica sul patrimonio archeologico al tempo noto, e spesso in seguito non più reperito in loco, per l’accuratezza del rilievo, la precisione e anche la metodologia scientifica adottata nella cura del dettaglio, del rilevamento epigrafico, e dello stato conservativo dei reperti disegnati.

Formatosi agli insegnamenti del ritrattista Giovanni Battista de Rubeis, verso il 1780 a Venezia frequenta la Galleria di Ca’ Farsetti per approfondire la conoscenza della statuaria greco-romana, ed è allievo del pittore bresciano Ludovico Gallina, curatore della raccolta Farsetti. Chiamato quale primo insegnante di pittura presso il collegio udinese dei Barnabiti, ebbe modo di istruire anche le giovani di buona famiglia, e coltivò interessi storiografici per il patrimonio artistico friulano, traendo insegnamenti dall’abate archeologo Angelo Maria Cortinovis, e dal soggiorno presso il Collegio stesso del più importante storico dell’arte italiana, l’abate Luigi Lanzi, dal quale, come ricorda in un suo scritto Zuccolo, ricevette lodi per la qualità del suo disegno in lapis. In mostra, accompagnata da un catalogo a cura di Giuseppe Bergamini e Isabella Reale, oltre un centinaio di opere grafiche, tra cui alcune pubblicazioni da lui illustrate, e in particolare i suoi disinvolti ed espressivi ritrattini, che raccontano mode e gusti dell’epoca, da osservare grazie a lenti di ingrandimento, accanto ad alcuni precisissimi disegni di gemme e antichità e alcune sue pale d’altare.

Carlino Corezzi, 30 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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I disegni di Leopoldo Zuccolo, le testimonianze dell’antico in mostra | Carlino Corezzi

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