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Micaela Zucconi
Leggi i suoi articoliNella sua dimora di Palazzo Bragadin, a Venezia, Pierre Cardin (Sant'Andrea di Barbarana, TV, 1922- Neuilly-sur-Seine, Francia, 2020) dormiva in una monacale stanzetta al piano nobile. Amava svegliarsi al mattino, tra le nove e le dieci, sulle note del pianoforte suonato dal nipote Rodrigo. Lo strumento tuttora troneggia nel salone, circondato ora da uno stuolo di manichini ammantati degli abiti dello stilista. Rodrigo Basilicati-Cardin, erede artistico di Cardin e presidente della maison, in omaggio al suo mentore, ha ora trasformato l'abitazione in un museo, aperto al pubblico dal 13 settembre. «Qui mio zio tornava per rigenerarsi e pensare ai progetti futuri, spiega. Era legato alle sue radici venete e a questa città, che è anche quella di Marco Polo, personaggio cui si sentiva vicino. Primo tra tutti gli stilisti aveva cominciato a viaggiare in Oriente sin dagli anni Sessanta».
Il forte legame tra zio e nipote era nato durante un evento in onore di Cardin a Treviso, nel 1995. Rodrigo, allora 24enne, viveva con il nonno materno Erminio, studiava ingegneriaed era diplomato in pianoforte, un dettaglio che aveva colpito Cardin. Un incontro del destino. «Abiti, accessori, gioielli, mobili e oggetti che disegnava, oltre 350, saranno presentati senza un ordine cronologico, perché Cardin creava non secondo la moda ma secondo il suo sentire, spiega ancora Rodrigo Basilicati-Cardin. L’abito si doveva riconoscere da dieci metri di distanza. Ogni anno ci sarà una rotazione tra i circa 2mila modelli d'alta moda selezionati. Nell'archivio, a Parigi ne abbiamo circa 30mila. Aggiungeremo anche un bookshop e una boutique per esporre i modelli più recenti».
Di stanza in stanza si susseguono, a cura del designer Andrea Burroni, le creazioni visionare, eclettiche e fantastiche di Cardin. Come la collezione «Cosmocorps»del 1964, dedicata all'era spaziale. «Anche Courrèges si era cimentato sul tema. Erano amici e si stimavano molto». L'intuizione dello stilista ha avuto un seguito. La maison ha di recente vinto una gara per realizzare tute da allenamento per i cosmonauti dell'Esa, l'European Space Agency. La laurea in ingegneria di Rodrigo ha giocato un ruolo importante. Sempre all'avanguardia, Pierre Cardin è stato il primo a lanciare il prêt-à-porter nel 1959 (che gli costò l'espulsione dalla Camera della Moda) seguito nel giro di pochi anni dagli altri stilisti. Nel 1992 viene eletto membro dell'Académie française (nella sezione Beaux-Arts), riconoscimento cui teneva enormemente. Una riproduzione dell'abito ufficiale degli accademici, il solenne «habit vert»,si trova nella sua camera da letto.
«Il giorno che ho scelto per l'inaugurazione non è casuale, confessa Basilicati-Cardin. Il 3 settembre 1951 si era tenuto a Palazzo Labia il “ballo del secolo”, offerto da Charles de Beistegui, eccentrico multi milionario messicano di origine francese, collezionista e designer di interni. Una data memorabile che ricorderemo ogni anno"». Cardin aveva appena fondato la sua maison dopo aver lasciato Dior e proprio il grande stilista francese gli aveva passato unacommissione di 30 costumi da realizzare per l'occasione. Tra questi anche quelli per Salvator Dalí e i suoi amici. «È stato il suo lancio. C'erano 700 persone, tutta l'élite politica, artistica e aristocratica del tempo, arrivati con 500 gondole sotto un temporale furioso. Pierre si era vestito da arlecchino. Già allora si orientava nella ricerca di strutture, di abiti come architetture da indossare, considerava il corpo come qualcosa di secondario. Grazie ai cospicui proventi di quel lavoro non aveva avuto bisogno di chiedere prestiti alle banche. Un uomo libero che faceva tutto con le proprie forze. Aveva 28 anni».
Rodrigo Basilicati-Cardin continua a sviluppare le collezioni e il design. Dallo zio ha ereditato la libertà creativa e il saper raccontare una storia. Tra le sue iniziative, un programma di residenza per giovani stilisti che seleziona in tutto il mondo. I vincitori trascorrono tre mesi nell'atelier di Parigi, lavorando nei laboratori. «Scegliamo quelli che sono più vicini al nostro sentire a livello creativo, spiega. Vorrei portare parte di queste residenze anche a Venezia. Intanto, l'anno prossimo aprirò un museo anche in Costa Azzurra, a Theoule sur Mer, nell'avveniristico Palais Bulles, creato da Antti Lovag, acquisito nel 1992, e ricco del design firmato Cardin».
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Micaela Zucconi
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