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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliNon solo tutela del patrimonio, ma anche impatto sociale e rigenerazione urbana. È questa la visione che emerge dal Bilancio di Sostenibilità 2025 dell’Opera di Santa Maria del Fiore, pubblicato per il decimo anno consecutivo e redatto secondo gli standard internazionali del Global Reporting Initiative. «Attraverso questo documento rendicontiamo in maniera trasparente la nostra strategia di sviluppo, analizzando nel dettaglio le attività realizzate e gli impatti economici, sociali e ambientali generati», si legge nella lettera di introduzione al documento firmata dal presidente dell’Opera, Luca Bagnoli.
Nel 2025 il complesso monumentale del Duomo di Firenze, che comprende la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il Battistero e il Museo dell’Opera del Duomo, ha accolto 1,3 milioni di visitatori, generando oltre 31 milioni di euro di ricavi. Un dato che conferma l’attrattività del sito, ma che per l’antica Fabbriceria rappresenta solo una parte del valore prodotto.
Attraverso la metodologia Sroi-Social Return on Investment, l’Opera ha infatti misurato il proprio impatto sul territorio, calcolando che ogni euro investito ha generato 3,34 euro di valore sociale, per un beneficio collettivo netto superiore a 124 milioni di euro. Una stima che non include l’indotto economico legato ai flussi turistici, ma considera gli effetti delle attività culturali, educative e di tutela del patrimonio.
Tra le iniziative più significative figura anche l’impegno per preservare l’identità del centro storico fiorentino e contrastare la pressione del mercato turistico. Grazie all’acquisto di Palazzo Compagni e al recupero dell’ex Collegio Eugeniano, l’Opera sottrarrà infatti 17 immobili alle dinamiche della ricettività turistica, destinandoli a funzioni residenziali e commerciali con canoni calmierati, inferiori di circa un terzo rispetto ai valori di mercato. Un intervento che affianca la missione storica di conservazione del complesso monumentale a una strategia di responsabilità sociale e di sostegno alla comunità locale. «La pandemia ci ha insegnato quanto sia rischioso dipendere esclusivamente dai proventi dei biglietti, soggetti a variabili imprevedibili come eventi naturali o crisi internazionali, spiega ancora Bagnoli. Diversificare le entrate attraverso affitti sostenibili garantisce introiti che assicurano la continuità dei restauri e della conservazione anche nei momenti di crisi del mercato della bigliettazione».
Giorgio Valentini
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