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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliIl Ministero della Cultura ha messo online quasi 155 milioni di documenti conservati negli Archivi di Stato, offrendo a cittadini, studiosi e italo-discendenti nel mondo uno strumento gratuito per riscoprire le proprie radici e, allo stesso tempo, valorizzare una delle più grandi ricchezze culturali del Paese. Si tratta di un patrimonio che diventa via via più accessibile a tutti e che permette di conoscere e condividere la memoria collettiva: è il Portale Antenati.
È una piattaforma digitale attraverso la quale il Ministero della Cultura rende consultabili i registri dello Stato civile conservati negli Archivi di Stato italiani, dopo un progetto di digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio archivistico nazionale durato 14 anni, che ancora oggi riveste un ruolo primario nell’ambito delle politiche di accesso e promozione dei beni culturali.
Il portale si rivolge a un ampio bacino di utenza: dai cittadini interessati a ricostruire il proprio albero genealogico ai ricercatori, fino alle comunità di discendenti di italiani residenti all’estero, che possono accedere a fonti ufficiali senza la necessità di recarsi fisicamente negli archivi. Basti pensare che, nel 2025, è stato consultato da oltre 1,8 milioni di utenti.
Antenati rappresenta uno strumento centrale anche per la tutela della memoria storica e per la diffusione della conoscenza delle istituzioni archivistiche dello Stato. All’interno del sito è possibile consultare le immagini digitalizzate degli atti di nascita, matrimonio e morte, a partire dagli inizi dell’Ottocento, con alcuni Archivi che presentano anche documentazione del XVIII secolo. Nel solo 2025 sono state aggiunte più di 7 milioni di immagini disponibili online. I documenti sono accompagnati da strumenti di ricerca per nomi, luoghi e periodi storici, oltre a guide e approfondimenti che aiutano l’utente a orientarsi tra le fonti e a comprenderne il contesto storico e amministrativo. Infine sono presenti, nella sezione «Storie di famiglia», testimonianze dirette di esperienze di ricerca genealogica.
Con Antenati, il Ministero della Cultura rafforza il percorso di apertura degli archivi al grande pubblico e conferma il ruolo della digitalizzazione come leva strategica per la valorizzazione dei siti culturali statali e per il consolidamento del legame tra patrimonio, identità e cittadinanza.
Gaspare Melchiorri
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