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Redazione
Leggi i suoi articoliAntoine de Saint-Exupéry sosteneva che gli uomini non sono fatti soltanto di biografia o di destino individuale ma di legami. Un intreccio di relazioni, visioni condivise, fedeltà umane e intellettuali che continuano a vivere anche oltre il tempo di una singola esistenza. Alcune persone, più di altre, lasciano infatti dietro di sé non semplicemente un ricordo ma un’energia collettiva capace di generare ancora futuro. È dentro questo orizzonte che acquista un significato profondo l’annuncio avvenuto nella mattina del 16 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino: la nascita del Circolo Luca Beatrice, il comitato costituito da cinque amici e compagni di percorso, Michele Coppola, Walter Guadagnini, Marco Rainò, Massimo Feira e Giulio Biino, che avrà il compito di dare vita entro il 2026 al Premio Luca Beatrice, dedicato alla pittura under 35.
Un premio triennale pensato per sostenere la pittura giovane e la ricerca più contemporanea, con l’ambizione dichiarata di diventare una realtà istituzionale riconosciuta a livello nazionale ma soprattutto un progetto che nasce da un nucleo affettivo forte, da quella dimensione collegiale e generativa che Luca Beatrice ha sempre incarnato nel suo modo di vivere la critica, l’arte e le relazioni culturali.
«È un modo per tenere viva la persona attraverso ciò che era», ha dichiarato Walter Guadagnini. E ciò che Luca era, per molti, coincideva con un’instancabile capacità di credere negli artisti, nella pittura, nelle nuove generazioni e nelle traiettorie ancora aperte della contemporaneità. Per questo il premio non vuole limitarsi alla celebrazione della memoria ma diventare continuità concreta di una storia già avviata: uno spazio di ricerca, confronto e scoperta.
L’idea stessa del riconoscimento viene descritta come una «situazione» in divenire, un grande premio collegiale fondato sul dialogo continuo, sulla costruzione condivisa di visioni e sulla volontà di unire. Non un’iniziativa chiusa quindi ma un organismo aperto, destinato a coinvolgere figure di altissimo profilo e istituzioni capaci di consolidarne il respiro nazionale.
Marco Rainò ha parlato infatti di un progetto «fortemente ambizioso», rivolgendosi al mondo dell’arte con un invito esplicito a partecipare affinché il premio possa diventare un momento saliente del panorama contemporaneo italiano. Una chiamata collettiva che riflette perfettamente il carattere di Luca Beatrice: sempre in movimento, sempre curioso, sempre attraversato dal desiderio di creare connessioni.
Michele Coppola, Direttore Generale Gallerie d'Italia e Presidente della Società Editrice Allemandi, ha sottolineato come l’annuncio al Salone del Libro rappresenti l’apertura di un percorso e di nuove possibilità, evocando la volontà di coinvolgere anche AMACI - l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani - per rafforzare il ruolo istituzionale dell’iniziativa.
Parole intime pronunciate anche da Massimo Feira, presidente di Sestriere SpA, che ha ricordato «l’energia che Luca dava» e i suoi luoghi, spiegando il desiderio di «riportarlo con noi» attraverso la crescita di una nuova generazione di giovani artisti. «L’idea di costituire un Comitato, e non una fondazione o un’associazione, nasce dall’esigenza di dotarci di uno strumento il più possibile leggero, quasi invisibile, capace di lasciare pienamente al centro l’obiettivo che ci siamo prefissati: ricordare e far ricordare Luca Beatrice — qualora ve ne fosse bisogno — per ciò che era e per ciò che faceva. Desideriamo farlo coinvolgendo, con rispetto e delicatezza, anzitutto la sua famiglia, che rappresenta la componente umana più importante; poi i luoghi che gli appartenevano e che amava — il Circolo dei Lettori, il Salone del Libro, Torino, la Versilia, il nostro Paese — insieme agli amici e, più in generale, senza steccati, come avrebbe voluto lui, tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, frequentarlo o anche solo incontrarne il pensiero. Luca è stato molte cose. Ma, in tutte, ciò che più lo contraddistingueva era l’energia positiva che sapeva emanare. Vorremmo che proprio questa energia diventasse il segno principale del Premio che porterà il suo nome». Mentre il giornalista Luigi Mascheroni, presente all'incontro e coinvolto nell'iniziativa, ha definito questo appuntamento «il più bello del Salone», riconoscendo nel futuro premio lo stesso fermento vitale che caratterizzava la personalità di Beatrice.
Nasce così il Circolo Luca Beatrice, forma concreta di continuità culturale, gesto che trasforma il legame in progetto, la memoria in responsabilità, l’amicizia in visione condivisa. Ci sono figure che continuano a esistere proprio nei legami che hanno saputo creare e forse l’arte, quando è davvero viva, serve anche a non interrompere il dialogo tra chi c’era e chi verrà.
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