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Matteo Consonni e Dawid Radziszewski nella sede milanese della loro galleria

©Nicola Gnesi

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Matteo Consonni e Dawid Radziszewski nella sede milanese della loro galleria

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Nasce a Milano Consonni Radziszewski, galleria che «parla» tre lingue

Due percorsi opposti, una visione identica: il 26 marzo apre il nuovo spazio di Matteo Consonni e Dawid Radziszewski, terza sede di un progetto che unisce Lisbona, Varsavia e ora l’Italia

Il 26 marzo Milano accoglie Consonni Radziszewski, la nuova galleria fondata da Matteo Consonni e Dawid Radziszewski. Questa nuova apertura nell’effervescente contesto meneghino formalizza un’intesa costruita in quasi dieci anni di dialogo, fiere condivise e scelte convergenti. Una storia che comincia, come spesso accade nel mondo dell’arte, con un artista: nel 2016 sia Consonni che Radziszewski si trovano a rappresentare la fotografa polacca Joanna Piotrowska. Una coincidenza che si rivela subito qualcosa di più. «Fin da subito era chiaro che le nostre gallerie condividevano una visione comune e una profonda affinità di programma», ricorda Consonni. Da quel momento, il rispetto reciproco si trasforma in collaborazione concreta, fino ai sei stand condivisi ad Art Basel, terreno di prova di un modello basato su fiducia e responsabilità comune. Eppure, i loro percorsi non potrebbero essere più diversi. Consonni si forma al Goldsmiths di Londra, lavora da Jan Mot a Bruxelles e da Franco Noero a Torino, muovendosi dentro un sistema già strutturato e internazionale. Radziszewski, invece, apre la sua prima galleria a Poznań a vent’anni, da quella che lui stesso definisce «la periferia del mondo dell’arte globale», costruendo passo dopo passo una delle realtà private più solide dell’Europa Centrale. «È curioso che con storie così diverse siamo arrivati a conclusioni molto simili e a obiettivi identici», osserva. La consapevolezza definitiva matura quando decidono di condividere costi e profitti indipendentemente da chi rappresenti l’artista: «Ci siamo resi conto che insieme eravamo semplicemente più efficaci». Consonni Radziszewski nasce dall’unione di Madragoa a Lisbona e della Galeria Dawid Radziszewski a Varsavia, e sviluppa un programma unico in tre città. Lisbona e Varsavia, un tempo considerate periferiche rispetto ai grandi centri del mercato, sono oggi poli dinamici di produzione artistica; Milano si inserisce come fulcro simbolico e strategico di questo asse che va dall’Atlantico all’Europa Centrale. Per Consonni è anche un ritorno personale dopo dieci anni: «Tornare in Italia adesso rappresenta il punto d’incontro tra la mia visione e quella di Dawid, in una città che ha sempre premiato chi ha una mentalità innovativa».

 

Veduta esterna della galleria Consonni Radziszewski. ©Nicola Gnesi

Lo spazio scelto per la sede milanese racconta già molto del progetto: una villa Liberty del 1919, nascosta nel cortile di un palazzo residenziale, invisibile dalla strada. Si entra e all’improvviso appare una casa indipendente, sorprendente e familiare allo stesso tempo. Un luogo che invita alla permanenza più che al passaggio rapido. Il programma, condiviso tra le tre sedi, coinvolge venticinque artisti di generazioni e geografie diverse, da Enzo Cucchi a Agnieszka Polska, da Louisa Gagliardi a Tomasz Kowalski, in un dialogo che attraversa linguaggi e contesti senza gerarchie geografiche. L’inaugurazione milanese del 26 marzo è affidata alla personale di Buhlebezwe Siwani (Johannesburg, 1987), artista sudafricana che incarna bene l’attenzione della galleria per pratiche capaci di intrecciare dimensione politica, spirituale e performativa. Siwani, una delle artiste coinvolte nella grande mostra «In Minor Keys» di Koyo Kouoh alla prossima Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, affronta in ogni suo progetto il rapporto tra rituali ancestrali e vita moderna, toccando temi sociali e politici. Ha conseguito il BAFA alla Wits School of Arts di Johannesburg nel 2011 e il MFA alla Michealis School of Fine Arts nel 2015. 

Redazione, 26 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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