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Il Gruppo Credito Valtellinese si «mette in mostra» nel suo storico spazio espositivo di Milano, l’ex Refettorio delle Stelline, ora Galleria Gruppo Credito Valtellinese, accanto al Cenacolo vinciano, dove esibisce fino al 27 febbraio parte della propria raccolta di arte moderna e contemporanea nella mostra «Creval Contemporary».
In quell’aula del complesso delle Stelline, il Creval avviò nel 1987 un importante progetto espositivo, voluto da Giovanni De Censi, oggi presidente Creval, e diretto da Giovanni Quadrio Curzio con il supporto del mercante Alexandre Iolas, che per il debutto puntò su Andy Warhol, commissionandogli un progetto legato alla vicina «Ultima Cena» di Leonardo.
Con quella mostra, «The Last Supper» (l’ultima di Warhol, scomparso poche settimane dopo) e con quelle che seguirono (di Brauner, Ernst, Beuys, Raysse, Spoerri, Kounellis, Baselitz) la Galleria del Credito Valtellinese entrò nei migliori circuiti dell’arte. Sarebbero seguiti gli spazi di Sondrio e quelli di Acireale e Fano.
Ora, sotto la direzione di Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, va in scena il «racconto» della collezione del Gruppo, con opere dagli anni Venti a oggi presentate in un allestimento che ricrea gli spazi degli ambienti di lavoro del Creval, dove le opere sono conservate.
In mostra, oltre a Warhol, sfilano Terragni, Bucci, Vedova (nella foto, «Il lazzaretto», 1938), Consagra, Ruggero Savinio, Crippa, Morlotti, Nitsch, Bodini, Isgrò, Spoerri, Sottsass, Simeti, Congdon, Velasco e giovani artisti dei territori in cui la banca opera, mentre a Sondrio, alla Galleria Credito Valtellinese e al Musa, va in scena la sezione sulla grafica.
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