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Monreale è la Capitale italiana del libro 2027

La cerimonia di proclamazione si è svolta nella Sala Spadolini del MiC alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli

Samantha De Martin

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Monreale è la Capitale italiana del libro 2027. Ad annunciarlo è stato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia di proclamazione svoltasi nella Sala Spadolini del MiC in via del Collegio Romano. Il dossier «Monreale legge il mondo» premia la città siciliana per «l’elevata qualità progettuale, la coerenza strategica e la capacità di coniugare identità locale con apertura nazionale e internazionale. Particolarmente apprezzabili risultano l’attenzione all’inclusione e alle giovani generazioni, il coinvolgimento di una rete territoriale ampia e qualificata, la solidità della governance e la previsione di interventi strutturali destinati a produrre effetti duraturi. Originale e convincente è il tema del plurilinguismo e del dialogo tra culture, strettamente connesso alla storia della città, così come efficace appare l’utilizzo del patrimonio culturale quale elemento narrativo e partecipativo».

«Oggi, ha detto il Ministro, è una giornata speciale, si celebra qualcosa di più del libro. Il libro non basta a sé stesso, ma esistono, e sono qui di fronte a noi, delle realtà comunitarie che questa lezione la conoscono talmente bene da aver organizzato un'offerta culturale che parte dal libro per tornare al libro, tenendo per mano i cittadini di tutte le realtà circostanti, sapendo che un testo si compone di tante lettere e parole quante sono le anime della comunità che partecipa alla Capitale. Ogni buon racconto si compone di una concatenazione di eventi e della capacità scrittoria di giocare attraverso la creatività. Non esiste una capitale del libro che celebri solo la scrittura. La scrittura di per sé ha senso se è strumento di dialogo. Il libro è uno strumento educativo, travalica la dialettica tra analogico e digitale, è la rappresentazione plastica di un modo di abitare la cultura».

«Il libro, ha detto Massimo Osanna, capo del Dipartimento Attività culturali del Ministero della Cultura, è la base del fare cultura. Credo sia un elemento trasversale che unisce le anime del nostro Dipartimento. Il libro ci offre la chiave per entrare nella cultura in modo consapevole. Ci deve essere una rete di capitali e luoghi della cultura dove il libro deve essere al centro».

Alla cerimonia hanno preso parte la Giuria di esperti e i rappresentanti delle sette candidature finaliste: Chiaromonte (Pz), Iglesias (Su), Monreale (Pa), Nuoro, Pomigliano d’Arco (Na), Teramo (candidatura in aggregazione con i comuni di Alba Adriatica, Ancarano, Atri, Campli, Civitella del Tronto, Corropoli, Crognaleto, Fano Adriano, Giulianova, Isola del Gran Sasso, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Nereto, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Silvi Marina e Tortoreto) e Treviso. «La stella polare, ha sottolineato il presidente della Giuria, Adriano Monti Buzzetti, è stata il respiro nazionale del premio, la capacità di guardare oltre i propri confini e pensare all’intera Italia. Il verdetto premia un solo dossier, ma non svilisce la forza delle altre proposte finaliste». L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura attraverso il Dipartimento per le attività culturali, mira a incentivare la lettura, valorizzare la filiera del libro e dell’editoria e favorire la partecipazione culturale, contribuendo alla coesione, all’inclusione sociale e allo sviluppo dei territori.

Samantha De Martin, 23 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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