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Il presidente Sergio Mattarella nel corso della visita alla mostra «Novecento Italiano. Opere dalla collezione Generali»

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Il presidente Sergio Mattarella nel corso della visita alla mostra «Novecento Italiano. Opere dalla collezione Generali»

Mattarella a Palazzo Bonaparte visita la mostra sul Novecento italiano

L’esposizione, curata da Costantino D’Orazio, propone un viaggio attraverso oltre cinquant’anni di storia dell’arte italiana, mettendo in dialogo alcuni dei suoi protagonisti più significativi

Gianfranco Ferroni

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio ha visitato la mostra «Novecento Italiano. Opere dalla collezione Generali», allestita a Roma nelle sale di Palazzo Bonaparte, a piazza Venezia, aperta al pubblico fino al 23 agosto. L’esposizione, curata da Costantino D’Orazio, propone un viaggio attraverso oltre cinquant’anni di storia dell’arte italiana, mettendo in dialogo alcuni dei suoi protagonisti più significativi: da Ubaldo Oppi e Giorgio de Chirico a Umberto Boccioni, da Felice Casorati ad Antonio Donghi, da Filippo de Pisis a Mario Sironi, fino agli artisti della Scuola Romana e alle grandi personalità che hanno contribuito a definire l’identità culturale del Novecento. Con il capo dello Stato c’erano il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente del Senato della Repubblica Ignazio La Russa, il presidente del Cnel Renato Brunetta, il «padrone di casa», l’amministratore delegato di Generali Philippe Donnet, «nell’edificio che occupa un posto speciale all’interno del patrimonio artistico del gruppo», e Iole Siena, presidente e amministratrice delegata di Arthemisia.

D’Orazio, che si è appena insediato come direttore generale della Creatività Contemporanea nel Ministero della Cultura, ha illustrato al presidente della Repubblica Mattarella le opere presenti in mostra. Davanti al quadro dedicato da de Chirico alla veneziana piazza San Marco, una delle opere che testimonia la sua passione per la laguna negli anni Sessanta, D’Orazio ha tenuto a sottolineare che l’artista «sostanzialmente nell’ultima parte della sua vita eleggerà Venezia come sua seconda patria, perché Venezia è il luogo dove l’idea surrealista, un po’ malinconica, di questo tempo sospeso, è l’ambiente in cui riesce a vivere dentro la Metafisica, che lui aveva già pensato negli anni Venti». Mattarella, che ha sfogliato il catalogo pubblicato da Moebius, si è soffermato a lungo davanti a «La sposa», capolavoro di Antonio Donghi. Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.

Il presidente Sergio Mattarella nel corso della visita alla mostra «Novecento Italiano. Opere dalla collezione Generali»

Gianfranco Ferroni, 16 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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