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Luca Zuccala
Leggi i suoi articoliMassimo Bray, Art News Italia nasce come spin off di una testata storica del giornalismo d’arte internazionale. Qual è l’ambizione editoriale di questa nuova rivista nel contesto italiano?
L’ambizione di ARTnews Italia è duplice: da un lato inserirsi in continuità con una grande tradizione del giornalismo d’arte internazionale, dall’altro misurarsi con le specificità del contesto italiano, che è unico al mondo per densità di storia, patrimonio e scene contemporanee. Vorremmo essere un luogo in cui l’arte non è soltanto raccontata, ma messa in relazione con la società, l’economia, la politica culturale, come la missione dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani porta avanti da più di cento anni. Una rivista che non si limita a registrare ciò che accade, ma prova a dare una forma leggibile a un ecosistema complesso, spesso frammentato.
In un panorama mediatico saturo e frammentato, che tipo di rivista d’arte sente oggi mancare in Italia? E dove Art News Italia intende posizionarsi?
ARTnews Italia vuole essere uno strumento di lavoro per chi opera nel sistema dell’arte, ma anche abbastanza chiara, leggibile e curiosa da parlare a un pubblico più ampio. Vorremo essere un punto d’incontro tra analisi e racconti, tra profondità e apertura.
Che "idea" guiderà la linea editoriale: cronaca, analisi, approfondimento critico o una combinazione di questi livelli?
La cronaca è necessaria per non perdere il polso di ciò che accade; l’approfondimento critico a interrogare il senso di quello che vediamo e studiamo. ARTnews Italia proverà a tenere insieme questi livelli: notizie e reportage, certo, ma sempre accompagnati da contesto, dati, sguardi comparativi, voci diverse. Non attualità come flusso continuo di novità, ma come occasione per costruire una memoria e un quadro interpretativo condiviso.
Il sistema dell’arte italiano è ricchissimo ma fragile sul piano strutturale. Che ruolo può giocare una rivista nel renderlo più leggibile, anche all’estero?
Una rivista può fare molto, se accetta di non limitarsi all’auto-narrazione. Può mappare, comparare, portare alla luce dati, far parlare tra loro mondi che spesso non si incontrano: musei e gallerie, artisti e amministratori, fondazioni e università, pubblico e privato. ARTnews Italia può diventare una sorta di interfaccia che rende comprensibili, anche agli occhi internazionali, le specificità italiane: le eccellenze, le buone pratiche da valorizzare, contesti e realtà da raccontare, nuovi linguaggi contemporanei da registrare e in che modo essi dialoghino con la società e con le discipline esterne al contesto del sistema dell’arte.
Crede che il giornalismo d’arte debba ancora esercitare una funzione critica in senso forte, o piuttosto lavorare come spazio di contesto, interpretazione e connessione?
Penso che le due dimensioni non siano in contraddizione. La funzione critica non si limita soltanto ad essere il giudizio su un’opera o una mostra, ma è anche capacità di analisi e approfondimento. Infatti, il giornalismo d’arte ha un importante responsabilità: spiegare, collegare, tradurre linguaggi spesso tecnici, mettere in relazione l’arte con i grandi temi del nostro tempo. ARTnews Italia vorremmo che fosse esattamente questo: uno spazio in cui la critica coincide con la costruzione di significato e di legami, connessioni e pluralità.
È vero che la critica d’arte in Italia non esiste più?
Non credo che la critica d’arte non esista più; credo che sia cambiato il luogo in cui si esercita e le forme che assume. Parte della critica si è spostata nelle istituzioni, nella curatela, nelle università, sui social media, perfino nei dipartimenti educativi dei musei. Una rivista può contribuire a ricomporre questo mosaico, offrendo uno spazio riconoscibile in cui voci diverse possono confrontarsi, anche in modo conflittuale. ARTnews sarà un magazine cartaceo e digitale, e utilizzerà tutti i canali di comunicazione anche nel tessuto urbano, grazie agli schermi OOH di Urban Vision Group. In questo senso, torna attuale anche la lezione di Italo Calvino, che nelle Lezioni americane indicava come valori essenziali del linguaggio contemporaneo l’asciuttezza, la precisione e il potere delle immagini. Un pensiero che oggi risuona con forza: la critica non perde profondità se cambia forma, ma è chiamata a misurarsi con nuovi supporti e nuovi dispositivi visivi.
Work in progress_ph Elia Buonora
In che modo Art News Italia intende raccontare il rapporto tra arte, mercato, istituzioni e nuovi attori senza appiattirsi sulle dinamiche promozionali? C’è una via d’uscita dai condizionamenti politici ed economici?
ARTnews Italia intende raccontare il sistema dell’arte come un campo di relazioni complesse, ascoltando più voci degli attori in campo. Arte, mercato, istituzioni non saranno trattati come ambiti separati, ma come parti di un ecosistema interdipendente, attraversato da interessi economici, scelte politiche e tensioni culturali. La via d’uscita dai condizionamenti non risiede in una presunta neutralità, ma nella solidità del metodo editoriale: rigore giornalistico e chiarezza espositiva. In questo senso, la lunga tradizione editoriale di Treccani e di ARTnews Stati Uniti, entrambe realtà storiche con oltre un secolo di attività, rappresenta una garanzia: uno sguardo autorevole sul presente che non coincide con la promozione, ma con una profonda analisi critica, il cui obiettivo è la divulgazione.
Quale sarà il rapporto concreto con la redazione americana di Art News: condivisione di contenuti, scambio di sguardi, autonomia editoriale? In che misura rivendicherà uno sguardo specificamente italiano ed europeo?
Il rapporto con la redazione americana di ARTnews sarà una collaborazione costante e strutturata, fondata sulla condivisione dei contenuti ma anche su un autentico scambio di sguardi. Una parte significativa degli articoli di ARTnews Italia nascerà dalla traduzione e dall’adattamento delle analisi e dei contributi degli autori statunitensi. Allo stesso tempo, ARTnews Italia produrrà contenuti originali. Il suo compito sarà portare nello spazio internazionale la complessità italiana ed europea, evitando di essere soltanto destinataria di uno sguardo esterno. Questo significa leggere l’Italia da una prospettiva più internazionale, ma anche raccontarla dall’interno.
C’è il rischio che uno spin off internazionale venga percepito come “importato”. Come si evita questo scarto e si costruisce invece un progetto radicato nel contesto locale?
Lo si evita con una redazione radicata nel territorio, collaboratori e collaboratrici che conoscono da vicino le scene locali, la capacità di ascoltare l’Italia dei centri e delle periferie, non solo quella delle grandi fiere e dei grandi musei, accogliendo più punti di vista.
ARTnews Italia nasce con l’obiettivo di attraversare il Paese nella sua complessità, intercettando pratiche artistiche, spazi indipendenti, istituzioni consolidate e nuovi attori e attrici spesso escluse dai circuiti più visibili.
A chi si rivolge Art News Italia? Agli addetti ai lavori, a un pubblico colto più ampio, alle nuove generazioni di artisti e curatori?
ARTnews Italia intende parlare a comunità diverse. A questa pluralità di pubblici corrisponde una pluralità di linguaggi, di formati e di livelli di approfondimento. Le rubriche, gli articoli, le collaborazioni e i progetti speciali sono pensati per costruire una collettività ampia e riconoscibile di chi scrive e di chi legge: una comunità editoriale attraversata da punti di vista differenti, capace di tenere insieme analisi critica e racconto, approfondimento e divulgazione, dimensione locale e orizzonte internazionale.
Come si può parlare oggi di arte contemporanea senza rinunciare alla complessità, ma evitando l’autoreferenzialità che spesso allontana nuovi lettori?
Credo che la chiave sia il linguaggio. Non dobbiamo semplificare i contenuti, ma dobbiamo rendere leggibile la complessità: spiegare i riferimenti, non darli per scontati, usare un lessico che non sia esclusivo, senza rinunciare alla precisione concettuale. È importante mostrare che l’arte non è un mondo separato, ma che parla del nostro presente e di questioni che ci riguardano.
Che spazio avranno le nuove generazioni (artisti, critici, curatori) all’interno della rivista?
Le nuove generazioni sono soggetti che partecipano alla costruzione della rivista. Esemplare è la rubrica Ritratti, affidata a giovani curatori e curatrici italiane, con una solida esperienza sia istituzionale che non, che racconteranno, come fosse un piccolo dizionario biografico, delle nuove generazioni di artisti e artiste he operano in Italia. Questo progetto non sarà solo un modo per valorizzare la nostra scena artistica ma per dare spazio a realtà e profili non ancora raccontanti.
Quali saranno gli elementi distintivi di Art News Italia rispetto alle altre testate d’arte presenti nel panorama editoriale italiano?
Vorrei che i nostri tratti distintivi fossero almeno due: uno sguardo sistemico, capace di collegare opere, istituzioni, politiche, economie, territori, e una cura per la scrittura e per i formati, che non sono semplici contenitori ma modi di pensare.
La rivista guarderà solo all’arte contemporanea o adotterà una visione più ampia, capace di includere patrimonio, politica culturale, editoria?
Il contemporaneo dialoga continuamente con il patrimonio storico, con le politiche di tutela, con le scelte urbanistiche, con il mondo dell’editoria e della formazione. ARTnews Italia avrà al centro l’arte di oggi, ma dentro una cornice più ampia, in cui trovano posto il patrimonio, le politiche culturali, le trasformazioni del lavoro culturale.
In un momento in cui il confine tra arte, moda, design e lusso è sempre più fluido, come pensa che una rivista debba posizionarsi rispetto a queste ibridazioni?
ARTnews Italia proverà a guardare con lucidità in che modo quando questi modelli e ibridazioni generano nuove possibilità per gli artisti e per il pubblico. La responsabilità della redazione sarà quella di analizzare questa complessità di linguaggi, con lo scopo di sottolinearne il valore e le interferenze.
Che responsabilità sente nel dirigere una nuova rivista d’arte oggi, in una fase di trasformazione così profonda del sistema culturale?
Dirigere oggi una rivista d’arte significa assumersi una responsabilità verso i lettori e le lettrici: offrire uno spazio critico capace di interpretare i cambiamenti dell’arte contemporanea e del suo sistema. Una rivista è un osservatorio che intercetta mutamenti e nuove traiettorie e li restituisce in modo chiaro e condivisibile. Questa responsabilità riguarda anche i luoghi della diffusione. ARTnews Italia porta i propri contenuti dalla carta e dal digitale allo spazio urbano grazie alla collaborazione con Urban Vision Group. È una scelta che amplia il pubblico, richiede nuovi linguaggi e riafferma una funzione pubblica della critica, oggi chiamata a confrontarsi con tempi e modalità di fruizione profondamente diversi.
ARTnews cover 01
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