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Alcune opere di Mario Carlo Iusi

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Alcune opere di Mario Carlo Iusi

Mario Carlo Iusi porta il mito di Diana e Atteone negli Appartamenti Segreti Doria Pamphilj

L’artista ha voluto sviluppare un impianto narrativo basato sul mito di Ovidio. Il titolo della mostra «Exitus», usata in ambito clinico e medico per indicare la morte di un paziente, incarna il tempo sospeso di un prolungato istante, carico di tensione, nel quale gli eventi si susseguono rapidissimi e dissimili come i sentimenti che si generano, mentre la speranza lascia spazio alla rassegnazione

Gianfranco Ferroni

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Tutto nasce dalla tela di Filippo Vittori, «Diana e Atteone», datata intorno al 1840, nella volta del Bagno di Diana, situato negli appartamenti segreti di Palazzo Doria Pamphilj, nel centro storico di Roma. Qui l’artista Mario Carlo Iusi ha voluto sviluppare un impianto narrativo basato sul mito di Diana e Atteone, raccontato da Ovidio nelle Metamorfosi. Atteone, giovane cacciatore, vede per caso Diana mentre fa il bagno con le sue ninfe. La dea, furiosa, lo trasforma in un cervo e i suoi stessi cani, non riconoscendolo, lo sbranano. Per Caterina Pacenti, autrice di un attento testo critico, «colpisce ma non sorprende la scelta di Iusi di esplorare, rileggere e reinterpretare il mito di Diana e Atteone, tratto dalle Metamorfosi, che si fa fil rouge dell’intero percorso espositivo, data la centralità della dimensione percettiva e del concetto di vedere, come continuo spostamento di prospettiva sulla realtà, tanto nelle opere dell’artista quanto nel capolavoro letterario di Ovidio; la vista genera il cambiamento e lo sguardo oltraggioso, seppure fortuito e incolpevole, dà avvio alla trasformazione, al fatale mutarsi di forma che determina le sorti e dunque l’“Exitus”. La parola latina, scelta dall’artista come titolo della mostra, usata in ambito clinico e medico per indicare la morte di un paziente, incarna qui il tempo sospeso di un prolungato istante, carico di tensione, nel quale gli eventi si susseguono rapidissimi e dissimili come i sentimenti che si generano, mentre la speranza lascia spazio alla rassegnazione; è l’attesa consapevole dell’imminente e inevitabile dipartita». E il curatore, Cristian Moriconi, sottolinea che «Mario Carlo Iusi, in “Exitus”, non illustra semplicemente la storia ovidiana, ma la attualizza creando una connessione simbolica con gli Appartamenti Segreti dei Doria Pamphilj. Da questo dialogo solo apparentemente lontano, nasce una nuova prospettiva sul mito stesso e sull’operato di Filippo Vittori, pittore poco conosciuto allievo di Tommaso Minardi, autore della tela di Diana e Atteone del Bagno di Diana che ha ispirato l’intera idea della mostra».

Così, dal 21 ottobre e fino al 13 dicembre, gli Appartamenti Segreti Doria Pamphilj ospitano «Exitus», una mostra di Mario Carlo Iusi, che si avvale del patrocinio del Trust Floridi Doria Pamphilj e di Fondazione D’Arc. Nelle stanze allestisce le sue opere in dialogo con il mito, attraverso una rielaborazione che unisce da una parte la sua ricerca grafica, e dall’altra il suo riferirsi alla storia dell’arte europea, con riferimenti estetici a Tiziano, Carlo Maratta e Gaspard Dughet. Il percorso espositivo si conclude nel Bagno di Diana, uno degli ambienti più raffinati e meglio conservati della Roma ottocentesca, affrescato dal pittore perugino Annibale Angelini, sotto la direzione di Tommaso Minardi; qui, attorno alla grande vasca in marmo bianco, l’artista ha realizzato una cornice Luminis site specific: l’acqua è tinta di rosso e una striscia Led all’interno della cornice la illumina. L’opera rappresenta la morte di Atteone. Alcune opere in mostra sono realizzate su carta, con inchiostro e penna stilografica, con la tecnica del tempo della Teoria Semeion, la grammatica simbolica che l’artista sviluppa dal 2021: le figure sono silhouette definite da linee tratteggiate che ne disegnano i contorni. Come spiega lo stesso Iusi, «da un semplice seme di zucca ho costruito un sistema di segni alla cui base c’è il tempo, che rappresento attraverso una linea spezzata. Utilizzo il tempo per far emergere delle figure dall’opera, dandogli una presenza concreta: il tempo prende corpo, diventa materia e forma, qualcosa di fisico e reale che possiamo percepire oltre il movimento delle lancette». 

Il titolo della mostra «Exitus» significa, in latino, uscita. Nel linguaggio medico designa la morte, la fine. La mostra costruisce uno spazio in cui questa parola si moltiplica nei suoi significati. Atteone esce dalla forma umana per essere divorato dai propri cani. Diana esce dalla propria intimità nel momento in cui viene vista. L’osservatore, attraversando le stanze, esce dalla posizione di spettatore neutro per entrare in quella del cacciatore che guarda ciò che non doveva essere guardato. Ogni uscita è insieme una soglia e una condanna. La mostra non racconta il mito: lo blocca nell’istante in cui è già accaduto. L’acqua rossa che chiude il percorso non è l’azione, è la traccia. Non si assiste alla morte di Atteone, si arriva quando è già avvenuta. In occasione della mostra Massimiliano Floridi, direttore del Museo degli Appartamenti Segreti Doria Pamphilj, ha realizzato un’installazione di marmo dedicata alla morte di Atteone, nel cortile d’ingresso.

Una render della mostra «Exitus» di Mario Carlo Iusi negli Appartamenti di Palazzo Doria Pamphilj

Gianfranco Ferroni, 15 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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