Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione GdA
Leggi i suoi articoliNonostante il basso profilo che la caratterizza, Manuela Wirth, moglie del mercante d’arte svizzero Iwan Wirth (1970) e copresidente della galleria Hauser & Wirth, in una recente intervista apparsa sul magazine britannico «Gentlewoman» e realizzata da Cristina Ruiz, firma di «The Art Newspaper», ha rivelato alcuni dettagli sulla loro vita e attività.
Esempi? L’artista Martin Creed sta progettando gli interni della loro casa londinese; la loro residenza di Holland Park, sempre a Londra, è stata venduta a David e Victoria Beckham per oltre 38 milioni di euro; apriranno un hotel da 45 camere in Scozia per ospitare i propri amici e ospiti; lo stilista Paul Smith progetterà un nuovo e personale tartan per la Hauser & Wirth; infine, la coppia ha un gatto, Yoko (da Yoko Ono).
Altri articoli dell'autore
Si è aperta a Venezia la Venice Climate Week 2026, sei giorni di incontri dedicati a clima, sostenibilità e innovazione. Ad inaugurare la manifestazione, il flash mob di Michelangelo Pistoletto in Piazza San Marco e l'intervento dell'economista Jeremy Rifkin, con un focus sul ruolo dell'acqua nelle sfide ambientali globali
La mostra «Una Curiosità Inesauribile» a Palazzo Thiene presenta opere dalla Collezione Bonollo, esplorando il legame tra arte contemporanea e ricerca collezionistica. Il percorso riunisce artisti internazionali e riflette su inquietudine, metamorfosi e complessità del presente
L’Istituto Universitario Europeo apre al pubblico Palazzo Buontalenti con «OPEN», una mostra che mette in dialogo arte contemporanea e ricerca accademica. Il percorso esplora le dimensioni invisibili della realtà economica e sociale attraverso opere, installazioni e nuovi spazi dedicati alla cultura e al confronto
Antonio Grulli propone di salvare San Siro dalla demolizione trasformandolo in un grande museo internazionale d’arte contemporanea. In un intervento pubblicato su «la Lettura», il critico e curatore immagina la Scala del calcio come una nuova infrastruttura culturale globale: un’architettura brutalista riconvertita, capace di unire arte, sport, design e grandi flussi pubblici in una Milano sempre più orientata alla produzione di immaginario internazionale.


