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Le 160 fotografie in bianco e nero esposte in quell’occasione furono donate dall’artista all’Archivio Storico dell’ente lagunare che, a distanza di cinquant’anni, rende oggi di nuovo fruibili al pubblico al fianco di documenti e materiali di lavoro
- Alessia De Michelis
- 06 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Una fotografia di Man Ray a corredo del catalogo della mostra «Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia» del 1976
Man Ray torna a Venezia: la Biennale riallestisce la storica mostra del 1976
Le 160 fotografie in bianco e nero esposte in quell’occasione furono donate dall’artista all’Archivio Storico dell’ente lagunare che, a distanza di cinquant’anni, rende oggi di nuovo fruibili al pubblico al fianco di documenti e materiali di lavoro
- Alessia De Michelis
- 06 febbraio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliProtagonista del Dadaismo e del Surrealismo, teorico di un uso sperimentale dell’immagine e autore di invenzioni radicali come i rayogrammi, Emmanuel Radnitzky (1890-1976), che solo nel 1909 adottò lo pseudonimo Man Ray, ha attraversato le avanguardie del Novecento tra New York, Parigi e Los Angeles, lasciando un’eredità che ancora oggi alimenta la ricerca visiva contemporanea.
È a partire da questa eredità che La Biennale di Venezia presenta la mostra «Man Ray, l’immagine ritrovata», allestita presso il Portego di Ca’ Giustinian, sede istituzionale dell’ente. L’esposizione, prodotta dall’Archivio Storico della Biennale, inaugura il 6 febbraio e si configura come un omaggio a uno dei progetti espositivi più significativi mai donati dall’artista all’istituzione veneziana.
Il percorso ripropone integralmente il corpus fotografico della storica mostra «Man Ray. Testimonianza attraverso la fotografia», curata da Janus e presentata alla Biennale Arte del 1976 sull’isola di San Giorgio Maggiore, nell’ambito della 37ma edizione della rassegna: «Ambiente, Partecipazione, Strutture Culturali» diretta da Vittorio Gregotti. In quell’occasione furono esposte 160 fotografie in bianco e nero, donate da Man Ray all’Archivio Storico, che ripercorrevano l’intero arco della sua carriera, dagli esordi del 1917 agli ultimi lavori. Lontana dall’idea di una retrospettiva tradizionale, la mostra attribuiva alla riproduzione fotografica un valore non solo documentario ma concettuale, riflettendo sulle molteplici funzioni dell’immagine all’interno del lavoro dell’artista che, pur gravemente malato e impossibilitato a viaggiare, seguì la realizzazione del progetto con attenzione.
L’attuale riallestimento si arricchisce di materiali d’archivio (fotografie, documenti e materiali di lavoro) e si completa con un workshop dedicato alla presentazione della riproduzione fedele del catalogo storico Man Ray. L’immagine fotografica (1977), edito da La Biennale di Venezia e aggiornato con nuovi contributi critici e apparati iconografici. Un’operazione che riafferma la missione dell’Archivio Storico come luogo vivo di ricerca, tutela e valorizzazione dei lasciti artistici, in dialogo con la futura sede all’Arsenale, la cui inaugurazione è prevista a giugno.