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Università degli Studi di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Sapienza Università di Roma e Fondazione Mondo Digitale si sono unite per dare vita al progetto artistico e culturale «Conoscenza che connette. La forma delle relazioni» (a cura di Valentino Catricalà) che, per festeggiare i 25 anni della Fondazione Mondo Digitale, porta le opere di un artista italiano di caratura internazionale come Loris Cecchini (Milano, 1969) negli Orti Botanici di Milano e di Roma. Opere «germinative» e generative le sue che, partendo da unità modulari moltiplicate e connesse fra loro secondo le leggi che presiedono ai processi naturali, si propagano nello spazio rendendo fisicamente percepibili i processi di organizzazione e sviluppo delle connessioni, mentre mettono in dialogo arte, scienza, natura, sociale, e aprono alla cittadinanza nuove vie di conoscenza.
È questa del resto (la condivisione del sapere digitale) la missione della Fondazione, istituita nel 2001 con la presidenza del grande linguista Tullio De Mauro, e oggi guidata da Renato Brunetti, Mirta Michilli e Alfonso Molina, con l’obiettivo di rispondere alle necessità di una società sempre più digitalizzata, muovendo (allora) dall’alfabetizzazione digitale fino ad arrivare oggi alla risposta alle sfide poste dall’Intelligenza Artificiale. Filo conduttore, da sempre, il diritto alla conoscenza e la capacità di tradurlo in opportunità concrete per le persone, con percorsi educativi, formativi e di accompagnamento che coinvolgono scuole, famiglie, università, imprese, pubbliche amministrazioni e Terzo settore.
Alla base del progetto «Conoscenza che connette» si pone la domanda «che forma hanno le relazioni? E come possono arte e scienza aiutarci a osservare i processi attraverso cui elementi semplici si connettono e danno origine a sistemi complessi?». Le sculture modulari di Loris Cecchini, che negli Orti Botanici delle due città entrano in relazione con le loro collezioni vegetali, richiamandosi a modelli della biologia, della fisica e della teoria dei sistemi complessi, manifestano in modo immediato come elementi semplici quali sono i moduli, connettendosi tra loro, diano origine a sistemi complessi. Quattro le sculture di Cecchini che dal 15 al 18 ottobre a Milano, e dal 21 al 25 ottobre a Roma, dialogheranno con la natura dei due Orti Botanici. Appartengono a quattro diversi cicli: «Waterbones», che allude al tema della connessione (in cui, spiega l’artista, «il legame genera la struttura»); «Sequential Interactions in Alfalfa Chorus», che evoca la cooperazione («la forma emerge dall’interazione fra le parti»); «Arborexence», sulla crescita («ogni biforcazione apre nuove possibilità»), e «Airborne», sulla propagazione («La forma si espande seguendo nuove traiettorie»). Tutte strutture modulari in cui ogni elemento acquista significato attraverso la relazione con gli altri e dove unità semplici si connettono, si moltiplicano e si organizzano fino a generare forme complesse. Connessione, crescita, ramificazione e trasformazione diventano così processi da osservare contemporaneamente attraverso lo sguardo dell’arte e quello della scienza. Intanto, viene lanciata la prima campagna di crowdfunding, intitolata «Ci sto!». Il 15 ottobre, nel giorno dell’inaugurazione a Milano, l’Accademia di Belle Arti di Brera presenta dalle 18, nella vicina Ex Chiesa di San Carpoforo, il libro Quel millimetro nel futuro (Franco Angeli) e, in anteprima, il docufilm «Il futuro per tutti», entrambi sui 25 anni della Fondazione Mondo Digitale.