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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLonnie G. Bunch III lascerà la guida dello Smithsonian Institute alla fine del 2026, dopo sette anni alla guida della più importante istituzione museale statunitense. La decisione arriva nel pieno del conflitto tra lo Smithsonian e l’amministrazione Trump sulla narrazione della storia americana e sull’impostazione delle sue attività culturali.
Nell’annunciare il ritiro, l’8 settembre, Bunch ha parlato di «emozioni contrastanti» e di «enorme fiducia» nelle persone che porteranno avanti l’istituzione, senza citare direttamente Donald Trump. Ha però definito il suo prossimo capitolo come un’occasione per «proteggere l’integrità dello Smithsonian» e sostenere una storia capace di raccontare la complessità della Nazione.
La posizione del segretario si era progressivamente indebolita dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca. L’amministrazione ha sottoposto lo Smithsonian a una crescente pressione, chiedendo documenti e una revisione dei programmi e arrivando, nel luglio scorso, a pubblicare un rapporto di 162 pagine che accusava il museo di «attivismo politico estremo» e di una presunta impostazione anti-bianca. Bunch aveva respinto le accuse, sostenendo che il lavoro dell’istituzione fosse fondato su ricerca, accuratezza e sulla volontà di raccontare «la totalità della storia americana».
Lo scontro ha avuto anche conseguenze economiche: circa il 60% del miliardo di dollari di bilancio annuale dello Smithsonian proviene da fondi federali, mentre Trump ha proposto una riduzione del finanziamento di circa il 12%.
Nel frattempo, il Presidente ha esercitato un’influenza senza precedenti sulla composizione del Board of Regents, l’organo che dovrà scegliere il successore di Bunch. La vicenda arriva dopo le audizioni congressuali di luglio, durante le quali la direttrice del National Museum of American History, Anthea Hartig, è stata sottoposta a dure contestazioni.
Bunch, storico e amministratore museale, era stato nominato nel 2019 come 14mo segretario dello Smithsonian, diventando il primo uomo nero e il primo storico a ricoprire l’incarico. Nel corso della sua gestione ha raccolto oltre 2,5 miliardi di dollari (poco più di 2 miliardi di euro) per la campagna Campaign for Our Shared Future e promosso nuovi musei dedicati alla storia delle donne americane e della comunità latina.
Alessia De Michelis
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