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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliL’antica città di Gabii, uno dei più importanti centri del «Latium vetus» e sito chiave per la comprensione della storia repubblicana di Roma, continua a offrire importanti testimonianze archeologiche. La città antica, posta a circa 18 km a est di Roma, è al centro di un importante progetto di ricerca internazionale, il «Gabii Project», che vede oggi il coinvolgimento attivo dei Musei e Parchi archeologici di Praeneste e Gabii (istituto autonomo del Ministero della Cultura, sotto la direzione di Martina Almonte) accanto all’Università del Missouri, sotto la direzione del professor Marcello Mogetta (Dipartimento di Studi Classici, Archeologia e Religione).
L’ultima campagna di scavo del Gabii Project, conclusa con successo nell’estate 2025, si è concentrata presso l’area urbana dell’antico insediamento e ha messo in luce dati eccezionali per lo studio delle prime architetture pubbliche monumentali nel Lazio medio-repubblicano, fase cruciale della storia antica in cui Roma si affermava come potenza mediterranea.
Tra i rinvenimenti più significativi, spicca un complesso edilizio monumentale situato all’incrocio tra due arterie urbane principali (la via Gabina e la via Prenestina) che include una grande vasca realizzata in blocchi squadrati di pietra gabina («lapis gabinus»), probabilmente di funzione sacra, collocata in un ampio spazio aperto pavimentato con lastre dello stesso materiale tufaceo.
La scoperta si inserisce in un contesto urbano già noto e denominato «area dell’Edificio F», riportato alla luce in anni precedenti. L’edificio, organizzato in tre terrazze ascendenti scavate nel pendio del cratere vulcanico del lago di Castiglione, presenta un atrio cruciforme perfettamente allineato con la vasca appena rinvenuta. Entrambe le strutture, databili alla metà del III secolo a.C., rappresentano un esempio di pianificazione monumentale innovativa, finora senza precedenti analoghi noti.
Nel 2026 prenderà avvio una nuova fase di scavo, con il supporto della Direzione generale Musei del Ministero della Cultura, che permetterà di intraprendere lo studio approfondito dei depositi sotterranei della vasca monumentale e delle strutture a essa correlate.
Contestualmente alle indagini archeologiche, Gabii apre le porte a un variegato pubblico, attraverso progetti di valorizzazione e formazione rivolta a operatori del settore, scuole e personale interno. Dal lunedì al venerdì, il sito ospita visite organizzate per gruppi scolastici, turisti e cittadini.
L’intenzione è quella di rendere il Parco archeologico di Gabii visitabile quotidianamente prima dell’estate del 2026. A tal fine, sono in corso i lavori finalizzati a garantire una fruizione di qualità: percorsi accessibili, valorizzazione delle emergenze archeologiche, anche con nuovi scavi, e miglioramento complessivo dei servizi per il pubblico.
Vittorio Bertello
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