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Nessuna influenza reciproca, dunque, ma una consonanza poetica che si manifesta nell’uso della linea, della griglia e della misura
- Alessia De Michelis
- 05 novembre 2026
- 00’minuti di lettura
Bice Lazzari, «Momento nello spazio», 1981
Courtesy Archivio Bice Lazzari
Le sorprendenti affinità tra Bice Lazzari e Nasreen Mohamedi in mostra a New Delhi
Nessuna influenza reciproca, dunque, ma una consonanza poetica che si manifesta nell’uso della linea, della griglia e della misura
- Alessia De Michelis
- 05 novembre 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDue percorsi artistici indipendenti, mai entrati in contatto, si incontrano attraverso un linguaggio comune fatto di geometrie, ripetizioni e sottili variazioni del segno. È questo il dialogo al centro di «In-Rhythm. Bice Lazzari e Nasreen Mohamedi», la mostra che il Knma-Kiran Nadar Museum of Art di New Delhi ospita dal 9 settembre, portando per la prima volta in India e in Asia le opere di Bice Lazzari (1900-81).
L’esposizione accosta la ricerca dell’artista italiana a quella dell’indiana Nasreen Mohamedi (1937-90), mettendo in luce affinità sorprendenti sviluppate autonomamente tra gli anni Sessanta e i primi Ottanta. Nessuna influenza reciproca, dunque, ma una consonanza poetica che si manifesta nell’uso della linea, della griglia e della misura. Per entrambe, il limite non rappresenta una costrizione, bensì uno strumento di libertà, capace di generare ritmo, equilibrio ed emozione.
Allontanandosi progressivamente dalla ricchezza materica delle prime opere, Lazzari approda a composizioni essenziali, costruite attraverso trame geometriche e delicate campiture cromatiche. Analogamente, Mohamedi affida al rigore del segno e alla ripetizione una ricerca in cui minime variazioni impediscono alla geometria di irrigidirsi in un esercizio matematico, trasformandola in una forma di espressione lirica.
Curata da Andrea Anastasio e Roobina Karode, con Neha «Zooni» Tickoo, la mostra indaga anche il rapporto tra disciplina artistica e corpo, evidenziando come l’astrazione possa diventare uno spazio di pensiero, resistenza e libertà.
Promossa in collaborazione con il Centro Culturale dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi e l’Archivio Bice Lazzari di Roma, «In-Rhythm» culmina in un confronto visivo tra due protagoniste dell’arte del Novecento, riconosciute internazionalmente soprattutto dopo la loro scomparsa. Una domanda ne attraversa idealmente l'intero percorso: quanta emozione può racchiudere una singola linea?
Nasreen Mohamedi, «Untitled». © Heirs of Nasreen Mohamedi