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Il progetto nel Project Space di Palazzo Strozzi riunisce un nucleo di nuove opere dell’artista francese, offrendo uno sguardo ampio su una ricerca che oggi si impone tra le più originali nel panorama internazionale
- Alessia De Michelis
- 19 maggio 2026
- 00’minuti di lettura
Jean-Marie Appriou
Le sculture ibride e visionarie di Jean-Marie Appriou conquistano Firenze
Il progetto nel Project Space di Palazzo Strozzi riunisce un nucleo di nuove opere dell’artista francese, offrendo uno sguardo ampio su una ricerca che oggi si impone tra le più originali nel panorama internazionale
- Alessia De Michelis
- 19 maggio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliTra materia e immaginazione, mito e fantascienza, le sculture di Jean-Marie Appriou (1986) abitano uno spazio sospeso, in cui figure umane, animali e vegetali si fondono in un continuo processo di trasformazione. Cavalli, serpenti e creature marine emergono da una pratica profondamente tattile che combina alluminio, bronzo, vetro, argilla e cera, ridefinendo il linguaggio della scultura contemporanea attraverso forme ibride e visionarie.
È questa la dimensione evocata da «Canto Infinito», la personale che Fondazione Palazzo Strozzi presenta a Firenze nel Project Space di Palazzo Strozzi, a cura di Arturo Galansino. Il progetto riunisce un nucleo di nuove opere dell’artista francese, offrendo uno sguardo ampio su una ricerca che oggi si impone tra le più originali nel panorama internazionale.
Il titolo della mostra richiama l’idea di un flusso senza inizio né fine, una dimensione in cui tempo, materia e immaginazione restano in costante mutamento. Le opere sono concepite come tappe di un percorso che richiama simbolicamente l’eredità della Divina Commedia, intrecciando riferimenti letterari e mitologici che non si manifestano come semplici citazioni, ma prendono corpo direttamente nella materia scultorea.
Con «Canto Infinito», Appriou costruisce così un universo enigmatico e immersivo, dove oscurità e luce, permanenza e trasformazione convivono in equilibrio instabile.