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Luana De Micco
Leggi i suoi articoliLUMA Arles rivendica il suo ruolo di laboratorio internazionale per l’arte contemporanea. Il programma estivo, che si apre il 4 luglio, raccoglie tre progetti espositivi dedicati a Saodat Ismailova, Stan Douglas e alla collaborazione tra Soundwalk Collective e Patti Smith. Tre mostre accomunate dalla stessa attenzione ai temi della memoria, dell’identità, della trasmissione culturale e della «capacità dell’arte di dare forma a ciò che spesso rimane invisibile». In un testo introduttivo, Maja Hoffmann, presidente e fondatrice di LUMA Arles, osserva che il programma 2026 nasce dalla volontà di «confrontarsi con le incertezze e le accelerazioni del nostro tempo». «Amanat» è il titolo della mostra dedicata all’artista e regista uzbeka Saodat Ismailova negli spazi delle Forges (fino al 10 gennaio 2027). Il progetto ruota attorno al film omonimo commissionato dalla stessa istituzione di Arles e prodotto in collaborazione con il Swiss Institute di New York e la Kunsthalle Bern. Nata e cresciuta nell’Asia centrale postsovietica, Ismailova, 45 anni, che vive tra Tashkent, la sua città natale, e Parigi, dove lavora, esplora la complessità culturale di una regione spesso a margine delle narrazioni occidentali, i suoi paesaggi, i suoi rituali, le sue leggende popolari. Come fa notare LUMA, i suoi film «oscillano in una zona di confine tra il documentario e il poetico». Nel 2022 i suoi lavori sono stati presentati alla Biennale di Venezia e a documenta 15 di Kassel. Presentato in anteprima lo scorso aprile a New York, il film «Amanat» è il risultato della lunga ricerca che Saodat Ismailova ha portato avanti sulla foresta di Arslanbob, in Kirghizistan: è il racconto simbolico di una bambina che si addentra nella foresta per raccogliere noci, in cui l’artista intreccia mito, memoria e storia contemporanea. LUMA espone anche opere della produzione precedente.
Nei locali della Mécanique Générale trova invece spazio «Bodies Never Lie» (fino al 10 gennaio 2027), ampia mostra dedicata a Stan Douglas (Vancouver, 1960), fotografo e videoartista canadese che, sin dagli anni Novanta, si interroga sulla memoria collettiva e i processi attraverso i quali viene costruita e trasmessa. Le sue opere indagano le fratture sociali, si interrogano sui tema della resistenza e dell’emancipazione. Douglas ha partecipato più volte a documenta e nel 2022 ha rappresentato il Canada alla Biennale di Venezia. Al centro della mostra è il suo nuovo film «Exquisite Corpse», ambientato nell’universo del flamenco della Spagna degli anni Cinquanta, durante la dittatura franchista. Qui Stan Douglas, osserva LUMA, «esplora il flamenco non soltanto come linguaggio musicale, ma come spazio di espressione codificata, segnato dalla censura politica, dalle tensioni identitarie e dalle dinamiche del controllo sociale». Il film si inserisce coerentemente nella ricerca dell’artista, interessato alle potenzialità narrative della tecnologia e all’uso di sofisticati dispositivi cinematografici, con opere come «Hors-champs», dedicata alle avanguardie del free jazz, e «Doppelgänger», una riflessione sulla fantascienza e sulle logiche della duplicazione.
La Grande Halle ospita infine «Correspondences» (fino all’8 novembre), un progetto nato dalla collaborazione decennale tra Patti Smith, musicista, poetessa e artista visiva statunitense, e Soundwalk Collective, il duo composto dall’artista Stephan Crasneanscki e dal produttore Simone Merli. Specializzato in registrazioni ambientali e paesaggi sonori, Soundwalk Collective ha già collaborato con figure come Jean-Luc Godard, Nan Goldin e Sasha Waltz. Il lavoro approda ad Arles sotto forma d’installazione immersiva che riunisce il corpus completo di opere video realizzate insieme, affiancato da una produzione recente appositamente sviluppata nel contesto della Camargue, la vasta zona umida alla porta sud di Arles «intesa come territorio sonoro continuamente riconfigurato dalle forze ambientali e umane. “Correspondences”, spiega ancora LUMA, propone il suono come vettore di memoria e l’arte come pratica di attenzione al mondo e alle sue trasformazioni».