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Nicoletta Biglietti
Leggi i suoi articoliL’arte contemporanea come strumento di riflessione sui diritti umani e sulle grandi questioni del presente è il filo conduttore di «Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani», mostra e percorso educativo promosso dall’Associazione Genesi dal 2021, ideato e curato da Ilaria Bernardi, che dal 25 luglio al 30 agosto 2026 approda nel borgo medievale di Castelbasso, in provincia di Teramo, con una nuova esposizione. La nuova tappa espositiva si svolge nell’ambito della manifestazione culturale «Castelbasso», organizzata dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, presieduta da Osvaldo Menegaz, che ogni estate trasforma il piccolo centro abruzzese in un Borgo della Cultura, con un programma che affianca alle mostre d’arte appuntamenti dedicati alla musica e alla letteratura. L’Associazione Genesi, fondata nel 2020 da Letizia Moratti che la presiede, attraverso mostre e attività educative, utilizza l’arte contemporanea per sensibilizzare il pubblico sui temi dei diritti umani.
Per la mostra a Castelbasso sono state selezionate alcune delle opere più significative della collezione dell’Associazione Genesi, nonché alcune delle nuove acquisizioni, con l’obiettivo di affrontare temi culturali, sociali e ambientali di stringente attualità. «Sono particolarmente felice – afferma Ilaria Bernardi – di poter portare alla Fondazione Malvina Menegaz, il Progetto Genesi promosso dall’Associazione per cui lavoro come direttrice e curatrice delle attività espositive. La memoria e l’educazione sono due dei cardini della missione di Associazione Genesi e rappresentano al tempo stesso i valori fondanti della Fondazione Menegaz, nata per custodire la memoria del borgo di Castelbasso e offrire alla comunità abruzzese un’occasione annuale di confronto attraverso l’arte, la cultura e le grandi questioni del nostro tempo. Questa convergenza di intenti rende particolarmente significativo l’incontro tra le due realtà».
Il percorso della mostra a Castelbasso si apre a Palazzo Clemente con una sezione dedicata alla storia dell’Associazione e con una successiva sezione dedicata al tema della condizione della donna. Tra le opere esposte a Palazzo Clemente, «Home is Where You Leave Your Belt» (2019) di Monica Bonvicini e «Stories of Martyrdom (Women of Allah Series)» del 1994 di Shirin Neshat. A Palazzo De Sanctis, il piano terra e il primo piano sono dedicati al tema delle vittime del potere, attraverso una riflessione su censura, genocidio, discriminazione e migrazione. Ne sono esempi «For, In your tongue, I cannot fit» (2019) di Shilpa Gupta, dedicata a pensatori perseguitati per le proprie idee, ed «Embrace» (1995) di Alfredo Jaar, che fa riferimento al genocidio avvenuto in Ruanda nel 1994. Il secondo e ultimo piano affronta invece il tema della tutela dell’ambiente, concentrandosi sull’impatto delle attività umane sugli ecosistemi e sulla necessità di uno sviluppo sostenibile. Tra le opere esposte, Totem Cristal (2019) di Pascale Marthine Tayou, costruita con materiali riciclati di diversa provenienza. Tra le opere presenti nel percorso espositivo di Palazzo De Sanctis, anche quelle di Etel Adnan, Diane Arbus, Emilio Isgrò, Otobong Nkanga, Doris Salcedo, Sebastião Salgado e Wael Shawky. Infine, per l’occasione la Fondazione Malvina Menegaz dedica un focus all’artista Stefano Arienti, ancora non presente nella collezione dell’Associazione Genesi, con opere sul tema dell’ambiente.
A corredo della mostra, «Progetto Genesi» propone un programma di visite guidate, workshop e attività educative rivolte a bambini, ragazzi e adulti, oltre a un public program realizzato in collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore, FAI, Fondazione Gariwo e RFK Italia. L’iniziativa è accompagnata da un catalogo bilingue, italiano e inglese, edito da Silvana Editoriale e curato da Ilaria Bernardi.