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Giunta al ragguardevole traguardo di 71 edizioni, BRAFA, la fiera di arte e antiquariato che si tiene negli spazi di Bruxelles Expo dal 25 gennaio all’1 febbraio, quest’anno (pur restando nel solco della tradizione) si rinnova, per offrire a studiosi, collezionisti e appassionati, a direttori e conservatori di musei, un’esperienza sempre più appassionante.
Liberato uno dei due padiglioni dalla presenza del ristorante, spostato in un altro padiglione, si è potuto aumentare a 147 il numero delle gallerie (molte quelle presenti per la prima volta; 12 quelle di galleristi italiani: Ars Antiqua, Milano; Barbara Bassi, Cremona; Carlucci Gallery, Roma; Dalton Somaré, Milano; Dei Bardi Art, Bruxelles; Mearini Fine Art, Perugia; Gioielleria Nardi, Venezia; Repetto Gallery, Lugano; Giammarco Cappuzzo Fine Art, Londra; robertaebasta, Milano-Londra; Romigioli Antichità, Legnano; VKD Jewels, Milano-Amsterdam), che giungono da 18 Paesi del mondo, senza per questo sacrificare l’ampiezza degli stand o dei corridoi, né lo spazio a disposizione dell’ospite d’onore 2026, la Fondazione Re Baldovino, partner da tempo di BRAFA, che festeggia il suo cinquantenario: una realtà importantissima per la tutela del patrimonio artistico belga, che qui presenta acquisizioni e progetti dell’intero arco della sua attività e promuove un ciclo di talk parallelo a quello della fiera.
Organizzata dall’Associazione Foire des Antiquaires de Belgique con il supporto di Delen Private Bank, e pensata per valorizzare il ruolo culturale di antiquari e galleristi, BRAFA è guidata per il secondo anno da Klaas Muller, che da subito si è posto l’obiettivo di «salvaguardare l’identità della manifestazione, favorendone al contempo l’evoluzione. Si tratta di un equilibrio delicato: BRAFA è e rimane un evento concepito dai professionisti del settore, per collezionisti e professionisti, dove i più alti standard di qualità sono imprescindibili. Allo stesso tempo, dobbiamo rimanere ricettivi e abbracciare l’innovazione. Il mondo dell’arte sta subendo una rapida trasformazione e sarebbe rischioso ignorare questi cambiamenti. In termini concreti, la mia ambizione rimane duplice: offrire agli espositori una piattaforma efficace per incontrare nuovi collezionisti nelle migliori condizioni possibili, fornendo al contempo ai visitatori un’esperienza eccezionale, con la garanzia di una selezione rigorosa delle opere».
All’insegna dell’eclettismo e della trasversalità, insieme all’antico, che resta il cuore della manifestazione, sono perciò state introdotte non solo l’arte moderna e contemporanea ma anche il design, con un range di prezzi che va da qualche migliaio a milioni di euro.
Ce ne parla Tobias Desmet, giovane antiquario specializzato in scultura, da quella archeologica alla neoclassica, che è anche l’«ambasciatore» della manifestazione in Italia, a cui chiediamo se anche in Belgio il settore antiquario abbia vissuto un periodo di contrazione: «Il Belgio è un Paese un po’ speciale, ci risponde, è al centro dell’Europa ed è facilmente raggiungibile da tanti Paesi europei, oltre che dal Regno Unito (si arriva da Londra in due ore di treno). Richiama quindi un pubblico di culture e gusti eterogenei e inoltre, di suo, ha una consolidata tradizione collezionistica, specie nell’ambito della pittura fiamminga e dell’arte simbolista».
Ed è forse proprio per la sua vocazione accogliente e inclusiva se BRAFA, come afferma il presidente Muller, richiama da qualche tempo molti giovani. «Ciò che più ci sta a cuore, conferma Tobias Desmet, è formare un pubblico nuovo e non solo di giovani: noi siamo felici quando vediamo le famiglie con i bambini o le scolaresche, perché è così che può accendersi in loro la passione per l’arte».
Fra le novità di questa edizione, posta sempre sotto il segno dell’eclettismo, c’è il «Giro del mondo in cinque capolavori»: per il Nord America Martos Gallery, New York, presenta una serie di opere di Keith Haring, icona degli anni ’80, che nel 1987 fu presente a Knokke, in Belgio; per il Sud America, il mercante belga Laurent Schaubroeck espone un’importante panca degli anni ’60 del designer brasiliano Sergio Rodriguez; per l’Asia, la belga Boon Gallery esibisce un dipinto del 1982 dell’artista sudcoreano Kim Tschang-Yeul; per l’Africa la galleria milanese Dalton Somaré punta su una «Figura guardiana» Kota Ndassa, Gabon, XIX secolo, e per l’Europa Jan Muller Antiques di Gent-Gand presenta un trittico di scuola fiamminga raffigurante la «Crocifissione e scene della Passione» del 1500 circa.
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