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La collezione dello scià esce dall’Iran per la prima volta

Poco più di 60 opere, 30 occidentali e 31 iraniane, saranno proposte questo mese alla Gemäldegalerie e da fine marzo al MaXXI di Roma

Redazione GDA

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La Stiftung Preussischer Kulturbesitz ha messo a segno un colpo da maestro annunciando a maggio che Berlino sarebbe diventata la prima città straniera a esporre la collezione di arte moderna dell’ex scià.
Poco più di 60 opere, 30 occidentali e 31 iraniane, saranno proposte questo mese alla Gemäldegalerie e da fine marzo al MaXXI di Roma. Questa collezione, poco vista finora, acquistata dall’imperatrice Farah Diba per il Museo di arte contemporanea di Teheran, è considerata una delle più rappresentative di arte occidentale fuori da Stati Uniti ed Europa. Dopo la fuga dal Paese dello scià e della moglie durante la rivoluzione del 1979, il museo nascose i suoi tesori per vent’anni in un caveau sotterraneo. Le opere tornarono visibili al pubblico nel 1999, ma la maggior parte non è mai stata esposta fuori dall’Iran.
La mostra, originariamente in programma per il 4 dicembre, è stata rimandata a causa delle dimissioni, il 19 ottobre, del ministro della Cultura iraniano Ali Jannati, riformista. Dorothée Brill, cocuratrice dell’evento ai Musei di Stato di Berlino, è «speranzosa» che la mostra possa aprire questo mese, anche se non è stata ancora confermata una nuova data. Il presidente del MaXXI Giovanna Melandri, ex ministro della Cultura italiano, ha sottoscritto l’accordo con il museo italiano nel novembre 2015, descrivendolo come un segnale «del rinnovamento in atto in Iran». Il Governo italiano sovvenziona con 1,5 milioni di euro la mostra romana, il cui budget è di 2 milioni.
Una portavoce dei Musei di Stato di Berlino non ha rilasciato dichiarazioni sulla provenienza dei fondi per l’appuntamento berlinese, ma «The Art Newspaper» aveva già rivelato che potrebbe arrivare a 3 milioni di dollari. Il sogno di ottenere in prestito la prestigiosa collezione, che comprende opere di Pablo Picasso, Andy Warhol e Jackson Pollock «è nell’aria da anni», dice Brill. Una volta firmato il contratto formale con il museo iraniano i curatori hanno avuto solo quattro mesi per stilare l’elenco dei prestiti. L’allestimento, non cronologico, accosterà opere da Europa, Stati Uniti e Iran raramente esposte insieme in patria. Resta da vedere se la collezione di Teheran sarà esposta in altre sedi internazionali. Lo Hirshhorn Museum and Sculpture Garden di Washington, che era in trattativa con il museo iraniano, ha abbandonato il progetto. «Stiamo cercando altri modi per collaborare», ha dichiarato una portavoce. q Hannah McGivern
 
Eccoli: sono capolavori veri Francis Bacon, «Two Figures Lying on a Bed with Attendants», 1968
I curatori hanno dovuto fare del loro meglio per assicurarsi il prestito di questo grande trittico a tema omosessuale. Dopo essere stato per anni in magazzino, nel 2004 fu dato in prestito alla Tate Britain. I due pannelli esterni furono esposti a Teheran nel 2005, ma le autorità iraniane ordinarono la rimozione di quello centrale, che raffigura due uomini nudi.
Jackson Pollock, «Mural on Indian Red Ground», 1950
Il «drip painting», valutato 250 milioni di dollari, è considerato uno dei migliori dell’artista. Dopo un raro prestito a musei giapponesi nel 2012, venne confiscato dai funzionari della dogana come «pegno» per debiti non pagati dal Ministero della Cultura.
Max Ernst, «Histoire Naturelle», 1923
Questa precoce opera surrealista ricevette grande attenzione da parte dei conservatori. Ernst dipinse il murale nella casa di Eaubonne del poeta Paul Eluard e della moglie Gala, con la quale aveva una relazione. L’olio su intonaco fu riscoperto nel 1968 sotto strati di tappezzeria e trasferito su tela.
Jalil Ziapour, «Autumn leaf», 1960 
Ziapour studiò arte a Parigi, dove fu influnzato da André Lhote. Esponente della corrente modernista iraniana,  ha rappresentato il proprio Paese alla Biennale di Venezia del 1956. Nelle collezioni del TMCA sono presenti una cinquantina di sue opere.
 

Redazione GDA, 09 dicembre 2016 | © Riproduzione riservata

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