Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una veduta della GAMeC-Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Image

Una veduta della GAMeC-Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

La GAMeC di Bergamo rilancia il museo come spazio civico di apprendimento e trasformazione

Al via il 24 febbraio il progetto «Pedagogia della Speranza» per riaffermare l’educazione come esercizio collettivo di cittadinanza attiva

Alessia De Michelis

Leggi i suoi articoli

Con «Pedagogia della Speranza» la GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo rilancia il museo come spazio civico di apprendimento e trasformazione. Il progetto, al via martedì 24 febbraio sotto la direzione artistica di Lorenzo Giusti, intreccia ricerca curatoriale e Dipartimento Educativo guidato da Sara Tonelli, costruendo una piattaforma partecipata che ambisce a radicarsi nel tessuto bergamasco attraverso alleanze con istituzioni, scuole e realtà del terzo settore.

Fulcro dell’iniziativa è il Public Program: incontri mensili, workshop e talk che interrogano il presente dell’educazione a partire dall’eredità di Paulo Freire, riletta alla luce del pensiero intersezionale di bell hooks. Tre le traiettorie di ricerca: tecnologie e Intelligenza Artificiale; marginalità come luogo produttivo di sapere; pratiche artistiche che fondono creazione e pedagogia.

Il primo appuntamento pubblico, domenica primo marzo, affianca il workshop decoloniale di Marie Moïse al confronto tra Telmo Pievani e Juan Carlos De Martin sull’educazione nell’era dell’IA, in collaborazione con BergamoScienza. Nei mesi successivi sono attesi, tra gli altri, Maria Nadotti e il collettivo microsillons, oltre a un Film Program realizzato con Lab 80 film e l’Università degli Studi di Bergamo.

La serata inaugurale intreccia editoria e arti visive: la presentazione del volume An Orobie Journey, edito da Lenz, evoluzione del progetto «Pensare come una montagna», introduce temi di ecologia multispecie e abitare, mentre nello Spazio Zero si inaugura «Eau», prima personale in un’istituzione italiana dell’artista angolano-portoghese Ana Silva, dedicata alla crisi dell’accesso all’acqua attraverso pratiche tessili condivise con ricamatrici locali. In programma anche «Fiato» di giulia deval, ricerca tra voce, memoria mineraria e archivio.

Con questo progetto la GAMeC riafferma l’educazione come esercizio collettivo di cittadinanza attiva: non trasmissione neutrale di saperi, ma pratica critica capace di ridefinire il ruolo della cultura nello spazio pubblico.

Alessia De Michelis, 24 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Nel cortile della Royal Academy troneggia la frase «the song is you» che accoglie il visitatore ancor prima di accedere alla mostra di sei acquerelli dell’arista. Poco distante, 54 bandiere firmate da lui sventoleranno in Bond Street

A Torino si è concluso il progetto che ha messo in dialogo arte e scienza a livello internazionale: dieci eventi su diciotto a prenotazione obbligatoria hanno registrato il tutto esaurito; quasi 2mila prenotazioni agli eventi riservati e oltre 1.100 ingressi al biglietto unico per le esposizioni nella settimana inaugurale

Presentato il nuovo portale internazionale dedicato alla ricerca artistica e alla valorizzazione del patrimonio delle istituzioni AFAM, nato con l’obiettivo di rendere accessibili a studiosi e pubblico collezioni e archivi finora poco conosciuti

Le opere di Alia Farid, Hit Man Gurung, Vinit Gupta, Uzma Mohsin, Musuk Nolte, Ashfika Rahman, Sheelasha Rajbhandari e Ishan Tankha dialogano a Palazzo Re Rebaudengo in occasione del 200mo anniversario dalla nascita del medium fotografico. Il 13 giugno saranno inoltre svelate due nuove opere permanenti nel Parco d’Arte Sandretto Re Rebaudengo 

La GAMeC di Bergamo rilancia il museo come spazio civico di apprendimento e trasformazione | Alessia De Michelis

La GAMeC di Bergamo rilancia il museo come spazio civico di apprendimento e trasformazione | Alessia De Michelis