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Jenny Dogliani
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Il 10 febbraio 2026 LG Electronics annuncia una collaborazione con Sedition, piattaforma internazionale dedicata alla distribuzione e al collezionismo di arte digitale, con l’obiettivo di integrare oltre 300 opere contemporanee all’interno di LG Gallery+, il servizio premium di visualizzazione artistica già presente nelle Smart TV di fascia alta del marchio, che mira a diventare infrastruttura stabile di fruizione culturale quotidiana, trasformando lo schermo domestico come spazio espositivo permanente. LG Gallery+, nata inizialmente come estensione del design degli ambienti domestici attraverso immagini artistiche e fotografiche ad alta definizione, con l’ingresso di Sedition cambia statuto: da archivio di immagini diventa piattaforma curatoriale. Sedition, fondata sul principio di rendere collezionabile l’arte digitale in edizione limitata, introduce un modello già consolidato nel collezionismo tradizionale — autenticità, tiratura, certificazione — all’interno dell’ecosistema tecnologico domestico. Tra le opere selezionate la serie Vertigo dell’artista SARES, che bene sintetizza la direzione di questa nuova fase. Il lavoro non è semplicemente arte generativa in senso estetico, ma un sistema che integra dati biometrici, strutture matematiche complesse e algoritmi di variazione continua. L’immagine, mai identica a se stessa, muta secondo parametri legati al corpo, al tempo, al dato: un passaggio importante perché introduce nello spazio domestico un’idea di opera non statica, ma viva, reattiva, temporale. La scelta di Sedition non è casuale. Negli ultimi anni la piattaforma ha costruito un catalogo che attraversa videoarte, animazione, arte generativa, installazioni digitali e opere nate direttamente per ambienti screen-based. L’ingresso in LG Gallery+ permette di spostare questo patrimonio da un contesto prevalentemente collezionistico e specialistico a uno spazio di uso quotidiano, ampliando drasticamente il pubblico potenziale. L’operazione va letta anche dentro una trasformazione più ampia del ruolo dell’oggetto tecnologico domestico. La televisione, per decenni centro narrativo della casa, negli ultimi anni si è progressivamente trasformata in superficie culturale multifunzione: cinema personale, interfaccia sociale, dispositivo gaming, display architettonico. Con l’arte digitale entra in una nuova fase: diventa supporto curatoriale permanente.
Dal punto di vista industriale, LG lavora su un terreno strategico. I display OLED e QNED di fascia alta sono progettati per restituire profondità cromatica, contrasto e precisione luminosa tali da rendere plausibile una fruizione artistica di livello museale domestico. L’arte digitale, a differenza della pittura tradizionale riprodotta, sfrutta pienamente queste caratteristiche: nasce per la luce, non per la riflessione. In questo senso, il passaggio non è solo distributivo, ma ontologico: lo schermo non media l’opera, ne diventa ambiente nativo. L’inserimento di oltre 300 opere suggerisce inoltre una logica di ecosistema, non di evento. LG Gallery+ si configura come archivio dinamico, aggiornabile, modulabile nel tempo, con la possibilità per l’utente di costruire un proprio paesaggio visivo domestico. Qui emerge un secondo livello del progetto: la personalizzazione identitaria. L’arte diventa linguaggio attraverso cui lo spazio domestico comunica appartenenza culturale, gusto estetico, orientamento simbolico. Questa trasformazione intercetta un cambiamento più profondo nei comportamenti culturali contemporanei. L’esperienza artistica si sposta sempre più da luoghi istituzionali esclusivi verso spazi ibridi, diffusi, quotidiani. Non sostituisce il museo, ma costruisce un secondo livello di relazione con l’opera: più lungo nel tempo, meno rituale, più integrato nella vita quotidiana. L’arte digitale si presta particolarmente a questo passaggio perché nasce già come linguaggio replicabile, aggiornabile, modulare. Tuttavia, la presenza di piattaforme come Sedition introduce un elemento chiave: anche nello spazio digitale l’opera può esistere in edizione limitata, mantenendo una dimensione di valore collezionistico pur restando accessibile. La casa, in questo scenario, diventa micro-galleria permanente. Non nel senso spettacolare o scenografico del termine, ma come ambiente di relazione continua con immagini, suoni, movimenti. L’opera non si guarda in un tempo definito, ma si abita. Cambia con la luce del giorno, con l’uso dello spazio, con la presenza o assenza delle persone. La collaborazione suggerisce anche un cambiamento nel concetto di collezione. Non più necessariamente legata alla proprietà fisica di oggetti, ma alla costruzione di ecosistemi visivi personali, aggiornabili nel tempo. Una collezione come ambiente, non come archivio. In questo senso la casa contemporanea diventa uno spazio culturale stratificato: oggetti di design, tecnologia interattiva, contenuti artistici, luce, suono. LG e Sedition intercettano esattamente questo punto di convergenza.
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