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Il Castello di Lurano (Bg), dov’è nato, vissuto e morto Giovanni Secco Suardo: qui ha sede l’Associazione che porta il suo nome e alla quale fa capo l’ASRI-Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani, avviato oltre trent’anni fa da Lanfranco Secco Suardo, discendente del grande restauratore

Courtesy dell’Associazione Giovanni Secco Suardo

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Il Castello di Lurano (Bg), dov’è nato, vissuto e morto Giovanni Secco Suardo: qui ha sede l’Associazione che porta il suo nome e alla quale fa capo l’ASRI-Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani, avviato oltre trent’anni fa da Lanfranco Secco Suardo, discendente del grande restauratore

Courtesy dell’Associazione Giovanni Secco Suardo

L’Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani riceve il Premio per la Ricerca di Europa Nostra

Avviato nel 1995 da Lanfranco Secco Suardo, raccoglie e conserva gli archivi privati dei restauratori italiani e grazie al suo database RES.I. contribuisce a rendere la storia del restauro consultabile e accessibile per la ricerca e per futuri interventi. La premiazione il 28 maggio a Cipro

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Unico italiano nella categoria «Ricerca», il progetto ASRI-Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani è tra i vincitori degli European Heritage Awards/Europa Nostra Awards 2026, il più autorevole riconoscimento europeo relativo alle attività a favore del patrimonio culturale, promosso dalla European Commission e da Europa Nostra e cofinanziato dal programma Europa Creativa dell’Unione europea (gli altri tre «progetti esemplari» italiani premiati, sui 30 complessivi provenienti da 18 Paesi, sono il Complesso monastico di Polirone a San Benedetto Po, Mantova e il Distretto urbano multifunzionale DumBO di Bologna per il settore «Restauro e riuso», e il progetto Intorno a Minerva Project di Breno, in Val Camonica, per la categoria «Impegno dei cittadini e sensibilizzazione»).

Avviato nel 1995 e coordinato dall’Associazione Giovanni Secco Suardo, l’ASRI-Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani è andato a colmare una lacuna doppiamente grave in un Paese come l’Italia dove tale disciplina ha visto nascere e crescere professionalità riconosciute nel mondo intero. Mancava però un archivio che raccogliesse i loro fondi professionali, fondamentali per uno studio della storia del restauro in Italia ma anche per ricostruire la vicenda conservativa delle opere d’arte, offrendo uno strumento indispensabile a restauratori, storici dell’arte e istituzioni di tutela.

A colmare la lacuna ha provveduto, oltre trent’anni fa, Lanfranco Secco Suardo, discendente del grande restauratore, collezionista e teorico del restauro, autore di numerosi testi specialistici, Giovanni Secco Suardo (Lurano, Bergamo, 1798-1873), che ha ideato un progetto interdisciplinare coinvolgendo istituzioni pubbliche, università e centri di ricerca, con oltre 90 studiosi e ricercatori impegnati in campagne di studio e catalogazione su scala nazionale. Tutte le informazioni raccolte sono accessibili anche attraverso la banca dati RES.I., piattaforma gratuita consultabile online, che include circa 25mila schede e consente ricerche trasversali sulla storia conservativa delle opere.

A oggi sono 33 i fondi raccolti (circa 1,68 milioni di documenti e oltre 550mila immagini) ma il loro numero è in continua crescita grazie all’importanza e alla qualità del lavoro svolto, riconosciuto nelle motivazioni della giuria internazionale del Premio, che ha evidenziato come «ASRI [abbia] istituito per la prima volta un archivio nazionale dei restauratori, creando una risorsa rara che supporta le future decisioni di conservazione e rappresenta un modello replicabile a livello internazionale».

I premi saranno assegnati il 28 maggio presso il Municipal Theatre of Nicosia (Cipro), durante la European Heritage Awards Ceremony 2026, ospitata dal Commissario europeo Glenn Micallef e dal Presidente esecutivo di Europa Nostra, Hermann Parzinger, alla presenza di Nikos Christodoulides presidente della Repubblica di Cipro, Paese che detiene la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. In quell’occasione saranno annunciati i vincitori del Grand Prix e del Public Choice Award, selezionati tra i 30 progetti premiati quest’anno (a ognuno dei quali andranno 10mila euro). Chi volesse contribuire con il suo voto, potrà farlo, entro il 12 maggio, sul sito del Public Choice Award 2026 (vote.europanostra.org). 

 

L’ASRI dal 1995 raccoglie gli archivi privati dei restauratori italiani: al momento sono 33 i fondi raccolti, per un totale di 1,68 milioni di documenti e oltre 550mila immagini. Un patrimonio prezioso, che continua a crescere

Ada Masoero, 23 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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Per il centenario dell’artista, saranno ripercorsi oltre sessant’anni di ricerca tra solidi, fratture e tensioni interne, attraverso una quarantina di opere da lui realizzate tra la metà degli anni Cinquanta e i primi anni Duemila

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