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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliRiapre sabato 30 maggio la Pinacoteca Albertina di Torino. Fino al 30 settembre si può di nuovo visitare «Incanti russi», «una delle nostre mostre più visitate negli ultimi anni», spiega Paola Gribaudo, presidente della Pinacoteca e dell’Accademia Albertina. «Durante il blocco, prosegue, siamo stati vicino al pubblico con molti contenuti social, come Albertina storia, Albertina arte, Albertina friends, Albertina kids e Albertina press. Abbiamo inoltre messo la collezione in dialogo con i Musei Reali di Torino nel progetto MRTfriends. E siamo stati citati nella top10 nazionale #dreamsMW del MuseumWeek, insieme a Pompei».
La mostra «Incanti russi» propone 22 grandi dipinti di allievi dell’Accademia Glazunov di Mosca e dal 2 giugno si arricchisce del rotolo (470x17 cm) su cui l’ingegnere Pino Chiezzi, affezionato frequentatore della Pinacoteca e dei suoi workshop, ha disegnato tutti i volti degli «Incanti russi» che gli hanno tenuto compagnia durante il lockdown.
Si potrà anche rientrare nella sala dei cartoni di Gaudenzio Ferrari e della sua cerchi, uno sraordinario unicum, fiore all’occhiello di un Museo particolare, in quanto vive in stretta connessione con l’istituzione di cui, anche didatticaemte, è parte integrante, ossia l’Accademia Albertina di Belle Arti. Il tutto con il solito percorso a senso unico, in ambienti sanificati e a norma.
I visitatori saranno accompagnati da giovani guide che vigilano gli spazi. Si accede (senza prenotazione) dall’ingresso dell’Accademia (al civico 6) dotato di termoscanner; si prosegue per lo scalone, il Salone d’Onore e la saletta azzurra, dove in caso di attesa ci si può sedere (a distanza di sicurezza) e consultare cataloghi (muniti di guanti). «Nel periodo estivo la Pinacoteca è aperta dal venerdì al lunedì; il lunedì sera sono in programma presentazioni di libri nel cortile all’ingresso dell’Accademia», anticipa la Gribaudo.
È un modo per ripopolare l’ateneo svuotato dei suoi 1.500 studenti, che ha comunque proseguito il lavoro a pieno ritmo: «Secondo le ultime linee guida del Ministero l’orientamento per la Fase 2 (18 maggio-fine luglio) è di continuare il più possibile a fare tutto in remoto, lezioni, tesi ed esami. Sono previste però alcune aperture per i laboratori, le attività individuali, l’accesso agli studi e alle biblioteche in piccolissimi gruppi. Pochi i cambiamenti previsti al momento per la Fase 3 (settembre-gennaio)».
Se per l’Accademia di Belle Arti la Fase 3 è ancora da definire con più precisione, la Pinacoteca può già fare programmi sicuri. In autunno s’inaugureranno due mostre di ex professori e direttori dell’Accademia: la retrospettiva «Carlo Giuliano, l’eclettismo della ragione» in Pinacoteca e la collettiva «Omaggio a Raffaele Mondazzi con Barovero e Preverino», accompagnata da catalogo e allestita nel ritrovato spazio della Rotonda Ipogeo. Mondazzi, allievo (di Sandro Cherchi) e poi docente di Scultura dell’Accademia Albertina, è tragicamente scomparso lo scorso autunno.
A fine anno uscirà inoltre un volume sui cartoni gaudenziani in italiano e in inglese, edito da Albertina press con una casa editrice internazionale (accordo in via di definizione). Tra dicembre e gennaio, infine, sarà inaugurata la grande mostra torinese itinerante «Disegnare la città». In Pinacoteca sarà esposto il patrimonio dell’Archivio dell’Accademia degli anni 1884-1911, con tutti i disegni e gli acquerelli realizzati per la ditta alimentare Baratti e Milano, le Poste Centrali, il soffitto del Treno Reale e molti altri. Ad approfondire il tema le tappe di Fondazione Accorsi (con opere decorative), Università degli Studi di Torino (con installazioni degli allievi dell’Accademia) e Museo della Reale Mutua (con progetti architettonici).
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