Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliLo scorso 11 marzo il Senato ha approvato in via definitiva la proposta di legge in materia di «Modifiche al Codice dei Beni culturali e del Paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e altre disposizioni concernenti la valorizzazione sussidiaria dei beni culturali e l'istituzione del circuito “Italia in scena”».
La proposta di legge ha visto come primo firmatario il deputato Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, responsabile nazionale Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia. «L’approvazione definitiva, ha dichiarato Mollicone, segna un passaggio politico e culturale storico, la prima revisione organica del Codice dei Beni culturali dopo moltissimi anni. Con “Italia in Scena” diamo attuazione al principio di sussidiarietà orizzontale, previsto dall’articolo 118 della Costituzione. Abbiamo trasformato un concetto teorico in uno strumento operativo: la cultura smette di essere un recinto chiuso amministrato dai soli tecnici per diventare un patrimonio vivo, alimentato dalla collaborazione tra Stato, enti locali e soggetti privati. È un modello di comunità che supera la burocrazia».
L’istituzione di un’Anagrafe Digitale e dell'Albo della Sussidiarietà permetterà di mappare il patrimonio pubblico chiamando a raccolta l'energia dei privati per gestire i beni culturali. Nello specifico, l’Anagrafe Digitale, che sarà istituita presso il Ministero della Cultura per censire tutti i beni culturali pubblici, dovrà includere la natura del bene, la forma di gestione (diretta o indiretta), i dati sugli immobili in disuso e l'eventuale assenza di fruizione del bene. Sarà compito di tutte le Amministrazioni pubbliche proprietarie o detentrici di beni culturali comunicare e aggiornare i dati.
L’Albo della Sussidiarietà sarà invece una sezione dell'Anagrafe dedicata ai privati (singoli o associati) interessati alla gestione indiretta dei beni. Gli iscritti saranno invitati a manifestare interesse per gli affidamenti e verranno consultati nella definizione dei piani strategici di sviluppo culturale. Per l'attuazione di questi strumenti è autorizzata una spesa di 500mila euro annui a decorrere dal 2026
«Grazie alla strategia nazionale “Italia in Scena”, sostenuta da un investimento di 4,5 milioni di euro annui, portiamo spettacoli e rievocazioni nelle aree periferiche e negli spazi culturali attraverso nuovi partenariati pubblico-privati», prosegue Mollicone entrando nel merito delle norme approvate.
Sul mercato dell’arte si continuerà, invece, a lavorare per semplificare il settore e facilitare la libera circolazione delle opere, mentre per quanto riguarda l'esportazione di cose che presentino interesse culturale e siano opera di autore non più vivente (con oltre 70 anni), la soglia di valore passa da 13.500 euro a 50mila euro (eccetto archeologia e libri rari). Il termine per i prestiti d'arte diventa perentorio in soli 90 giorni, mentre prima spostare opere vincolate in Italia richiedeva un'autorizzazione formale talvolta lenta. Per i prestiti per mostre non esistevano tempi certi di risposta.
«Per favorire il mercato, prosegue il presidente Mollicone, quasi quadruplichiamo la soglia di valore per l'esportazione delle opere. Per le opere di autori stranieri, l'attestato di libera circolazione può essere negato solo se è accertata una specifica attinenza alla storia della cultura in Italia». Prima, invece, non c'erano criteri distintivi per le opere di artisti internazionali. Una volta avviata la pratica di esportazione, il rischio di «notifica» (vincolo) era alto e la procedura irreversibile. «Per i collezionisti sarà equiparata l'autocertificazione alla durata quinquennale dell'attestato di libera circolazione e garantito il diritto di ritirare la richiesta prima di subire un diniego», conclude.
L’articolo 6, in materia di «circolazione delle opere», punterà a valorizzare i depositi dei musei statali. Se prima molte opere di proprietà statale restavano chiuse nei depositi dei grandi musei per mancanza di spazio lungo il percorso, senza un canale strutturato per renderle visibili altrove, il Ministero avrà adesso cura di redigere ogni due anni un elenco di opere «da deposito» idonee alla circolazione. I Comuni che dispongono di musei con standard adeguati (in materia di sicurezza, clima, direttore scientifico) avranno la possibilità di richiederle in prestito per esporle, inserendole in progetti culturali che promuovano il turismo locale. Tutte le spese saranno interamente a carico del Comune richiedente.
Sul fronte della governance, se prima gli 86 musei dotati di autonomia speciale (come gli Uffizi o il Mann) avevano Consigli di amministrazione composti da membri che operavano a titolo gratuito, senza rimborsi spese o gettoni, verrebbe adesso riconosciuto il ruolo professionale dei consiglieri. «Saranno definiti con decreto i criteri per rimborsi spese e gettoni di presenza, permettendo una gestione più strutturata e manageriale delle istituzioni culturali, con costi a carico dei bilanci dei singoli musei».
Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera
Altri articoli dell'autore
La mostra fotografica «I paesaggi dell’Appia tra Melfi e Venosa» esplora i luoghi e le testimonianze storiche meno note di un segmento meridionale della Regina Viarum
Tra i dati che emergono dall’Osservatorio della Fondazione Delphos, un nuovo centro di ricerca indipendente, 7 visitatori su dieci provengono dall’estero, il Regno Unito è il primo mercato straniero (13,1%) e il biglietto intero costa di più (in media del 6%)
È stato presentato l’avviso pubblico finalizzato alla valorizzazione di Palazzo Massimo, Terme Di Diocleziano, Palazzo Altemps e Crypta Balbi grazie a un partenariato pubblico-privato
L’Istituto Centrale per la Grafica presenta un nucleo di opere del pittore e incisore olandese in prestito dal Kupferstichkabinett dei Musei Statali di Berlino e mai esposte prima



