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Isaac Julien, «O que é um museu? / What is a Museum? (Lina Bo Bardi-A Marvellous Entanglement)», 2019

© Isaac Julien. Courtesy the artist and Victoria Miro

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Isaac Julien, «O que é um museu? / What is a Museum? (Lina Bo Bardi-A Marvellous Entanglement)», 2019

© Isaac Julien. Courtesy the artist and Victoria Miro

Isaac Julien indaga il rapporto tra memoria, desiderio e storia, interrogando il museo come spazio attivo

L’allestimento da gres art 671 propone cinque installazioni filmiche di grande formato tra cui il pubblico si può muovere interagendo con gli ambienti

Alessia De Michelis

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Con «Museum Dreams», i centro gres art 671 di Bergamo dal 10 aprile al 4 ottobre si trasforma in un dispositivo percettivo in cui architettura, immagine e suono concorrono a ridefinire l’esperienza museale. Isaac Julien (Londra, 1960) invita il pubblico a farsi «spettatore mobile», attraversando installazioni cinematografiche immersive che dissolvono i confini tra visione, spazio e tempo, e mettono in crisi le consuete strutture narrative che modellano la nostra percezione quotidiana.

Il progetto riflette sui luoghi (istituzionali e intimi) in cui le immagini in movimento vengono esposte, archiviate e ricordate. Attraverso cinque installazioni filmiche di grande formato, sculture, fotografie, manufatti e materiali d’archivio, la mostra indaga il rapporto tra memoria, desiderio e storia, interrogando il museo come spazio attivo e non neutrale: gli ambienti vengono pertanto decostruiti e reintegrati nel percorso espositivo, diventando parte integrante delle narrazioni stratificate costruite dall’artista.

Curato da Nathan Ladd, l’allestimento è concepito appositamente per la struttura architettonica e concettuale dello spazio e riunisce cinque opere chiave di oltre trent’anni di attività: «Once Again… (Statues Never Die)» (2022), «Lina Bo Bardi-A Marvellous Entanglement» (2019), «Baltimore» (2002), «Vagabondia» (2000) e «The Long Road to Mazatlán» (1999).

Questa è la prima grande retrospettiva in Italia dedicata a Julien, celebre per le sue installazioni cinematografiche poetiche e impressionistiche e con un ruolo centrale nell’ampliare il linguaggio dell’immagine in movimento nell’arte contemporanea. Artista e filmmaker britannico di fama internazionale, dal 2018 è Distinguished Professor of the Arts alla University of California Santa Cruz, dove dirige il Moving Image Lab. Cavaliere dell’Impero Britannico dal 2022, ha ricevuto il Charles Wollaston Award e il Kaiserring Goslar Award.

Alessia De Michelis, 10 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Isaac Julien indaga il rapporto tra memoria, desiderio e storia, interrogando il museo come spazio attivo | Alessia De Michelis

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