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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliPrima saranno esposte sulla terraferma, affacciate sul porto storico di Porto Santo Stefano. Poi, il 2 luglio, scompariranno sotto la superficie del mare per iniziare una seconda vita, trasformandosi lentamente insieme all’ecosistema che le accoglierà. È lo scopo delle cinque nuove sculture di Casa dei Pesci – Argentario, il progetto che estende tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano l’esperienza nata a Talamone dall’intuizione del pescatore Paolo Fanciulli: trasformare l’arte contemporanea in uno strumento di difesa e rigenerazione del mare. Il 12 giugno alle 18 le opere saranno presentate in Piazza dei Rioni prima della loro immersione definitiva nei fondali dell’Argentario. Realizzate da sette artisti internazionali nei laboratori di Studi d’Arte Carrara a partire dai grandi blocchi di marmo donati dalla Cava Michelangelo di Franco Barattini, entreranno a far parte di un museo sottomarino dove la scultura diventa un elemento vivo di un habitat in trasformazione. L’esperienza nasce dalla Casa dei Pesci di Talamone, fondata nel 2012 per contrastare la pesca a strascico illegale e proteggere un ecosistema sempre più fragile. Un’idea semplice e radicale: collocare sul fondale grandi blocchi di marmo scolpiti, impossibili da attraversare con le reti, facendone sia una barriera di protezione sia un percorso artistico sommerso. Oggi questo museo conta 29 sculture ed è diventato un esempio internazionale di incontro tra arte, tutela ambientale e ricerca. Il nuovo parco dell’Argentario amplia questo percorso. Le cinque opere, firmate da Corrado Levi con Andrea Marini Leandri e Francesca Bonanni, Anna Torre, Abdulkadir Hocaoglu, Nikolas Maniatakos e Wimar Van Ommen, saranno collocate a circa dieci metri di profondità in un paesaggio di sabbia e praterie di Posidonia oceanica. Accanto alle sculture saranno inoltre installati reef artificiali stampati in 3D e speciali elementi progettati per favorire la ricrescita della Posidonia, pianta fondamentale per l’equilibrio del Mediterraneo e rifugio per numerose specie marine.
Opere a Talomone
«Le opere non resteranno mai uguali - racconta Luigi Scotto, coordinatore del progetto per il Comune di Monte Argentario - Il mare, il tempo e la Posidonia continueranno lentamente a trasformarle, integrandole nel fondale marino». Il progetto, promosso dal Comune di Monte Argentario con Casa dei Pesci ETS e Accademia Mare Ambiente, è sostenuto da Pellicano Hotels e Miramis, realtà dell’ospitalità legate al territorio dell’Argentario. Per Marie-Louise Sciò, CEO e direttore creativo di Pellicano Hotels Italy, Casa dei Pesci è «un gesto naturale, un modo autentico di restituire qualcosa a questo territorio», mentre Stefano Cuoco, CEO di Miramis, sottolinea la volontà di contribuire alla tutela di un mare da preservare per le generazioni future. Il percorso sarà raccontato nel documentario Beneath the Surface, diretto da Keti Stamo e prodotto da Quoiat Films, seguendo il viaggio del marmo dalla cava al laboratorio fino al suo ritorno definitivo al mare.
Jenny Dogliani
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