Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Redazione
Leggi i suoi articoliBastano poche ore per misurare la portata di un evento destinato a segnare il calendario culturale europeo. Alle 10 del mattino del 1° luglio, ora di Londra, il British Museum ha aperto la prevendita dei biglietti per la grande mostra dedicata all'Arazzo di Bayeux. Il risultato è stato immediato: oltre 80mila persone si sono riversate nella coda virtuale del sito del museo, che ha registrato un traffico quasi cinque volte superiore alla media quotidiana. Al termine della prima giornata di vendite, l'istituzione londinese aveva già incassato circa 2,5 milioni di sterline, definendo l'iniziativa «il più grande giorno di vendita di biglietti nella sua storia».
La prima tranche di prevendita riguardava esclusivamente gli ingressi compresi tra settembre e dicembre 2026, andati rapidamente esauriti. Una seconda finestra di vendita sarà aperta nei prossimi mesi per consentire l'acquisto dei biglietti relativi al periodo compreso tra gennaio e luglio 2027, quando si concluderà l'esposizione. La mostra inaugurerà il 10 settembre e resterà aperta al pubblico fino al luglio dell'anno successivo. L'eccezionalità dell'evento spiega una domanda tanto elevata. In quasi dieci secoli di storia, infatti, è la prima volta che il celebre ricamo medievale lascia la Francia per essere esposto nel Regno Unito. Conservato abitualmente nel Museo di Bayeux, in Normandia, l'arazzo è stato concesso in prestito durante i lavori di ristrutturazione della sua sede museale, offrendo al pubblico britannico un'occasione irripetibile.
The Great Court del British Museum. Credit: Jon Reid. Image courtesy of visitlondon.com
l'Arazzo di Bayeux rappresenta uno dei più straordinari documenti figurativi del Medioevo europeo. Lungo circa 70 metri, alto 50 centimetri e dal peso complessivo di circa 350 chilogrammi, racconta, attraverso una sequenza continua di scene ricamate, la conquista normanna dell'Inghilterra culminata nella battaglia di Hastings del 1066, quando Guglielmo il Conquistatore sconfisse il re anglosassone Aroldo II, cambiando per sempre il destino della monarchia inglese. Consapevole dell'eccezionale interesse suscitato dall'iniziativa, il British Museum aveva invitato già nelle settimane precedenti i visitatori a creare preventivamente un account sul proprio sito per facilitare le operazioni di acquisto ed evitare rallentamenti durante l'apertura delle vendite. Una precauzione rivelatasi tutt'altro che superflua di fronte all'enorme afflusso di richieste. Ogni visita sarà contingentata e avrà una durata massima di quaranta minuti, una misura pensata sia per garantire un'esperienza ordinata sia per assicurare condizioni ambientali ottimali per la conservazione dell'opera.
Le tariffe, superiori a quelle generalmente applicate per le mostre temporanee del museo londinese, hanno suscitato alcune discussioni sebbene i costi straordinari sostenuti siano oggettivi. Trasporto, assicurazione, allestimento e monitoraggio conservativo richiedono infatti investimenti considerevoli che un'istituzione benefica come il museo deve necessariamente ammortizzare.
Proprio il trasferimento dell'arazzo ha alimentato, nei mesi scorsi, le maggiori preoccupazioni tra storici dell'arte e specialisti della conservazione. La fragilità del ricamo, risalente all'XI secolo, aveva indotto alcuni osservatori a interrogarsi sull'opportunità di un viaggio tanto delicato. Per rassicurare la comunità scientifica, Philippe Bélaval, delegato speciale presso il Presidente della Repubblica francese per l'operazione, ha spiegato che il manufatto è stato collocato in una cassa realizzata su misura, progettata per assorbire vibrazioni e sollecitazioni durante il trasporto.
Anche l'allestimento londinese risponde a rigorosi criteri conservativi. Diversamente da quanto avviene a Bayeux, dove il ricamo è esposto lungo una parete, il British Museum presenterà il capolavoro disteso orizzontalmente, all'interno di una lunga teca appositamente progettata. Sarà la prima occasione in cui il pubblico potrà ammirare l'intera narrazione figurativa in un'unica sequenza continua, secondo una modalità espositiva che promette di offrire una lettura completamente nuova dell'opera.
Redazione
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
«Una novità positiva degli ultimi due anni, in alcune fiere internazionali, è la possibilità di dividere lo stand con gallerie che hanno la nostra stessa visione del mondo dell’arte. La galleria chiusa e autocelebrativa non funziona più»
L’opera, che è tornata nella sala 15 della sezione Rinascimento, era volata oltreoceano per partecipare alla mostra newyorkese «Raphael: Sublime Poetry»
Per ARTEPARCO 2026 l’artista Hilario Isola trasforma uno degli insetti simbolo degli ecosistemi forestali in una scultura monumentale di rame, un intervento che riflette sul rapporto tra biodiversità, tempo e trasformazione della natura
Dal 16 luglio all'1 novembre 2026, 34 mostre sono chiamate a presentare il meglio della fotografia contemporanea italiana e internazionale



