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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliUn team di 13 tra archeologi e scienziati delle Università dell’Oregon e del Nevada ha datato un gruppo di antichi indumenti in pelle animale al tardo Pleistocene, che sarebbero quindi i più antichi indumenti cuciti conosciuti al mondo. È quanto emerge da uno studio pubblicato da questi studiosi sulla rivista scientifica «Science Advances».
Questi manufatti erano stati originariamente rinvenuti nel 1958, insieme ad altri materiali (corde intrecciate, corteccia annodata e altri oggetti in fibra), da un archeologo dilettante di nome John Cowles nella Cougar Mountain Cave, nell’Oregon occidentale. Cowles conservò i reperti fino alla sua morte, avvenuta negli anni ’80, quando furono trasferiti al Favell Museum della città di Klamath Falls, in Oregon, che conserva manufatti indigeni e arte contemporanea occidentale. Alcuni altri oggetti presi in considerazione nello studio (manufatti in legno e fibra) furono originariamente scoperti in una seconda grotta, la vicina Paisley Cave.
Il gruppo che ha pubblicato lo studio ha utilizzato il radiocarbonio e lo ZooMS (zooarcheologia mediante spettrometria di massa, una tecnica di «identificazione proteica» che, grazie alla sua alta sensibilità e basso impatto, viene spesso accoppiata alle analisi radiometriche per datare con precisione reperti frammentari) per datare in tutto 55 oggetti (in pelli, aghi di osso e altri materiali) al cosiddetto Dryas Recente, un periodo della Preistoria che ha avuto luogo tra 12.900 e 11.700 anni fa, che è stato caratterizzato da un ritorno alle temperature glaciali e che per questo motivo ha reso necessari diversi tipi di tecnologie per la produzione di indumenti.
Nello studio si legge che i «reperti ben datati e rari, facilmente deperibili, illustrano la sofisticatezza tecnologica sottovalutata e la complessità delle tecnologie utilizzate dai popoli del tardo Pleistocene, che hanno implicazioni più ampie sul modo in cui immaginiamo, modelliamo e discutiamo i primi stili di vita dell'emisfero occidentale».
Vittorio Bertello
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