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Un allestimento all’Oman National Museum attraversa oltre settant’anni di cultura progettuale italiana e legge il design come dispositivo culturale capace di incidere sull’esperienza collettiva
- Alessia De Michelis
- 25 maggio 2026
- 00’minuti di lettura
Una veduta della mostra «1 to a Million Italian Design Stories» all’Oman National Museum
© National Museum
In Oman un’indagine sulla capacità degli oggetti di generare immaginari
Un allestimento all’Oman National Museum attraversa oltre settant’anni di cultura progettuale italiana e legge il design come dispositivo culturale capace di incidere sull’esperienza collettiva
- Alessia De Michelis
- 25 maggio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDal 24 maggio al 15 novembre l’Oman National Museum ospita «1 to a Million Italian Design Stories», mostra prodotta da ADI Design Museum e curata da Maria Cristina Didero. Più che una ricognizione storica sul design italiano, il progetto si presenta come un’indagine sulla capacità degli oggetti di generare immaginari, attraversando oltre settant’anni di cultura progettuale italiana.
L’esposizione prende forma attorno a un paradosso: tra la diffusione quotidiana della Tratto Pen e l’esclusività di una Ferrari si dispiega l’intero spettro del design italiano, suggerendo che il valore di un progetto non dipenda né dal costo né dalla scala produttiva, ma dalla forza dell’idea. In questo percorso non lineare, il design viene letto come dispositivo culturale capace di incidere sull’esperienza collettiva, oltre la funzione e la forma.
La mostra riunisce una selezione di oggetti premiati con il Compasso d’Oro, riconoscimento istituito nel 1954 da Gio Ponti, proponendo una lettura stratificata di icone del secondo Novecento e della contemporaneità. Dalla sedia Superleggera di Ponti alla serie «Up» di Gaetano Pesce, dall’«Abitacolo» di Bruno Munari al televisore Doney di Marco Zanuso e Richard Sapper, fino alla macchina da scrivere Lettera 22 della Olivetti e alla macchina da cucire Mirella di Marcello Nizzoli, ogni pezzo è accompagnato da testi e dalle illustrazioni visionarie di Steven Guarnaccia, che amplificano la dimensione narrativa degli oggetti attraverso slittamenti poetici e cortocircuiti visivi.
L’allestimento è firmato da Acpv-Architects / Antonio Citterio Patricia Viel, mentre il progetto grafico è dello studio Leftloft. Parallelamente alla mostra sarà pubblicato un catalogo edito dall’Oman National Museum. A margine dell’iniziativa è stato inoltre siglato un protocollo d’intesa tra Design Oman e ADI Design Museum per promuovere programmi di mentoring, workshop e collaborazioni internazionali dedicate alle nuove generazioni di designer.