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David Landau
Leggi i suoi articoliLa galleria Monica De Cardenas inaugura il 25 luglio, nella sede di Zuoz, la prima mostra personale in Svizzera di Guy Yanai. Fino al 5 settembre gli spazi dell'Engadina ospitano un nuovo nucleo di dipinti che conferma la ricerca sviluppata dall'artista israeliano negli ultimi anni: una riflessione sul modo in cui le immagini vengono selezionate, archiviate e restituite attraverso la pittura. Yanai vive e lavora tra Marsiglia e Tel Aviv e costruisce il proprio lavoro a partire da un repertorio eterogeneo di fotografie, architetture, dettagli domestici, paesaggi mediterranei, fotogrammi cinematografici e oggetti d'uso comune. Le immagini vengono isolate dal loro contesto originario e ricondotte a composizioni essenziali, definite da campiture cromatiche compatte, linee nette e una prospettiva volutamente compressa. Il risultato non ricerca la fedeltà descrittiva, ma una sintesi capace di trattenere ciò che resta nella memoria dopo l'esperienza visiva.
Le opere in mostra proseguono una ricerca che ha reso immediatamente riconoscibile il linguaggio dell'artista. Interni, finestre aperte sul paesaggio, tavoli apparecchiati, piante, libri e scorci urbani ricorrono come elementi di un vocabolario in
continua trasformazione, nel quale ogni soggetto conserva una dimensione quotidiana senza assumere un carattere narrativo. L'attenzione si concentra sulla costruzione dell'immagine, sul rapporto tra superficie, colore e ritmo della composizione.
Pur lavorando all'interno della cultura visiva contemporanea, Yanai mantiene un dialogo costante con la storia della pittura del Novecento. Nelle sue tele affiorano, senza mai tradursi in citazione, la luce mediterranea di Henri Matisse, l'intimità degli interni di Pierre Bonnard, l'interesse di David Hockney per gli spazi abitati e una sensibilità cromatica che restituisce centralità all'atto stesso del guardare. A queste ascendenze visive si affianca un interesse dichiarato per autori come Marcel Proust, Vladimir Nabokov e Walter Benjamin, accomunati dall'attenzione ai meccanismi della memoria e dell'osservazione.
La mostra di Zuoz si inserisce nel percorso internazionale dell'artista, formato alla Parsons School of Design, alla New York Studio School, alla Pont-Aven School of Art e successivamente all'Hampshire College. Negli ultimi anni Yanai ha presentato mostre personali in sedi come Galerie Lelong a Parigi, König Galerie a Berlino, Miles McEnery Gallery a New York, Praz-Delavallade a Los Angeles, Asia Art Center a Pechino e Harper's, mentre le sue opere sono entrate in esposizioni istituzionali al Museum MORE di Gorssel, alla Kunsthal Rotterdam, al Ju Ming Museum di Taipei e alla Nassima Landau Foundation.
La personale di Zuoz rappresenta un nuovo capitolo di questo percorso e mostra una pittura che continua a interrogarsi sulla permanenza delle immagini nell'epoca della loro «riproduzione continua». Perchè in un contesto dominato dalla velocità dello sguardo, Yanai sceglie il tempo lento della pittura, affidando alla costruzione della superficie il compito di ridefinire il rapporto tra percezione, memoria e realtà.