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Kiripi Katembo, «Avancer», dalla serie «Un regard», 2009

© Kiripi Katembo

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Kiripi Katembo, «Avancer», dalla serie «Un regard», 2009

© Kiripi Katembo

Il potere della «Rifabulazione» ai Rencontres de Bamako di fotografia africana

La 15ma edizione della Biennale si terrà nella capitale del Mali dal prossimo 26 novembre. Affidata alla curatrice indipendente Armelle Dakouo, invita gli artisti originari dell’Africa, della diaspora o di discendenza africana a riappropriarsi della loro storia e delle narrazioni africane in un contesto postcoloniale

Daria Berro

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Dal 1994 i Rencontres de Bamako, la Biennale della fotografia ospitata dalla capitale maliana, sono uno degli appuntamenti più importanti per la fotografia contemporanea africana e della diaspora. Nonostante le vicissitudini politiche e le questioni di sicurezza nel Sahel e in Mali, gli Incontri di Bamako, a più di trent’anni dalla loro creazione, rimangono un evento di grande rilievo nella scena artistica continentale. Piattaforma di creazione, diffusione e dialogo tra artisti, professionisti, istituzioni e pubblico di tutto il mondo, che pone il Mali come polo centrale dell’espressione visiva in Africa. i Rencontres propongono mostre, incontri professionali, laboratori e proiezioni pubbliche, contribuendo a valorizzare i diversi movimenti della fotografia contemporanea in Africa.

La curatela della quindicesima edizione dei Rencontres de Bamako, prevista dal prossimo 26 novembre al 26 gennaio 2027, è stata affidata ad Armelle Dakouo, curatrice indipendente, con una ventennale esperienza internazionale nel campo dell’arte contemporanea, nonché una forte competenza sulle scene attuali dell’Africa e della sua diaspora. Dakouo, in particolare, è stata direttrice artistica della fiera parigina di arte e e design Akaa-Also Known As Africa, nonché curatrice ospite della seconda edizione della Biennale del Congo, a Kinshasa, nel 2022 e curatrice di Photosa, la Biennale della Fotografia di Ouagadougou in Burkina Faso del 2025.  

L’edizione 2026 dei Rencontres de Bamako, dal titolo  «Refabulation(s)» (un concetto mutuato dallo scrittore nigeriano Chinua Achebe)  invita fotografi, videomaker, artisti visivi e performer che lavorano intorno all’immagine, originari dell’Africa, della diaspora o appartenenti alle comunità di discendenza africana, a riappropriarsi della loro storia e delle narrazioni africane in un contesto postcoloniale  «a reinventare, spiega Dakouo, le narrazioni dominanti, a concepire la “rifabulazione” come un potere narrativo in un contesto internazionale incerto, al fine di mostrarci vie alternative e creare nuove immagini».

L’elenco degli artisti selezionati, il programma dettagliato, le sedi espositive, le attività professionali e le partnership istituzionali verranno comunicati al termine del bando di candidatura, aperto fino al prossimo 20 giugno.

 

Armelle Dakouo. Foto © Maya Ines Touam

Daria Berro, 22 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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