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Elisabetta Matteucci
Leggi i suoi articoliL’esistenza di memorie appartenute a una personalità, soprattutto artistica, è da sempre un fattore estremamente importante per approfondirne la conoscenza, a patto che venga sempre mantenuta una certa cautela critica. Da un lato, infatti, esse rappresentano una fonte privilegiata nell’offrire attraverso una prospettiva così intima un accesso diretto alla voce dell’artista e ai suoi intenti nel contesto culturale in cui ha operato. Tuttavia, è innegabile che non sia possibile considerarle fonti «neutre» e oggettive poiché spesso nella loro autoreferenzialità possono rivelarsi eccessivamente selettive e frutto di una narrazione personale, giungendo a correggere la realtà, omettendo, ad esempio, fallimenti o enfatizzando successi.
Per uno studio e un’analisi rigorosa, tali documenti devono essere incrociati con altre fonti come carteggi, carte d’archivio, recensioni e cataloghi di mostre, analizzati come testi e interpretati criticamente.
È proprio il metodo scientifico che, adottato da 25 anni, anche questa volta ha perseguito la Pinacoteca Divisionismo, sita nel centro storico di Tortona (Al), nella cornice intima e raccolta di un delizioso palazzetto medievale. Centro pulsante dell’unico progetto museale interamente dedicato, grazie alla raffinata selezione di circa 150 opere, alle diverse declinazioni di questa straordinaria stagione artistica italiana, venerdì 29 maggio la Pinacoteca ha ospitato nella Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio una giornata di studio dedicata al Fondo Angelo Morbelli. Un ulteriore e significativo traguardo raggiunto nella promozione della cultura divisionista e, più specificatamente, nell’approfondimento scientifico di uno dei suoi protagonisti più autorevoli.
La redazione critica dell’inedito nucleo archivistico acquisito nel 2022 è stata curata da Giovanna Ginex, consulente scientifica della Pinacoteca, e dall’archivista Alessia Francone, autrice dell’intervento dedicato alla storia e alla struttura del fondo. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio archivistico e artistico della Pinacoteca, custode di ben otto dipinti del pittore originario di Alessandria.
Il seminario è stato animato dalla partecipazione di numerosi esperti i cui interventi hanno riguardato temi emersi dall’analisi delle carte, offrendo così un contributo all’integrazione e alla reinterpretazione di epistolari conservati presso altre istituzioni. Dai carteggi intercorsi con un’ampia rete di corrispondenti in Italia e all’estero sono affiorati aspetti inediti della carriera di Morbelli che consentono di porre in evidenza il sistematico impegno nella partecipazione alle grandi esposizioni internazionali. Gli Atti della Giornata saranno pubblicati nel 2027, in doppia edizione italiana e inglese, nell’ambito della collana scientifica della Pinacoteca.
Tra gli studiosi che hanno contribuito allo svolgimento della giornata di studi, oltre a Francone e Ginex, che hanno riferito in merito alla storia archivistica, alla sua descrizione e alla metodologia adottata, vi sono state la storica dell’arte Silvestra Bietoletti, che ha fatto il punto sulla partecipazione del pittore nel 1914 e nel 1919 ai Concorsi Ussi dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze; Sandra Berresford, curatrice dell’Archivio Bistolfi, Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi di Casale Monferrato, che ha raccontato quanto emerso dai rapporti epistolari intercorsi tra Morbelli e l’artista di Casale Monferrato; Alessandro Botta, docente all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, che ha approfondito il suo rapporto con il pittore Gerolamo Cairati; Stefania Circosta, funzionaria archivista presso la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Piemonte e Valle d’Aosta, è intervenuta sul valore dell’esistenza delle memorie d’artista. E ancora, Cinzia Lacchia, conservatrice della Fondazione Museo Francesco Borgogna di Vercelli, che ha affrontato la partecipazione di Morbelli al IV Congresso risicolo internazionale e alla Mostra d’Arte della campagna irrigua a Vercelli (1912), soffermandosi sul dipinto «Per ottanta centesimi!»; Stefano Meriana, storico e restauratore, ha concentrato l’attenzione sull’opera «Credenti» e sul rapporto tra Morbelli e il proprietario del dipinto Ottavio Galateri di Genola e Suniglia; infine, Nicol Maria Mocchi, professore associato presso l’Università degli Studi di Salerno, ha disquisito sul tema delle relazioni e delle partecipazioni del pittore alle mostre internazionali.
Ne parliamo con la dottoressa Ginex.
La redazione critica del fondo ha richiesto un lungo lavoro di schedatura, riordino e interpretazione. Quali sono state le principali difficoltà metodologiche incontrate e quali criteri hanno guidato le vostre scelte?
Il complesso archivistico Angelo Morbelli comprende le carte private dell’artista (scritti e appunti, corrispondenza, ritagli stampa), a cui si aggiunge un piccolo nucleo di carte sciolte di diversa provenienza e a lui attinenti. In considerazione dell’importanza delle carte si è deciso di condurre l’intervento scientifico di studio, schedatura, riordino e inventariazione a livello di singolo documento, ovvero con un elevato grado di dettaglio. Ogni documento è stato numerato, sono state acquisite informazioni quali la data, la descrizione fisica e la consistenza, il contenuto, la lingua e lo stato di conservazione; sono stati inoltre rilevati i nomi di persone, di enti e di luoghi citati, e anche i titoli di dipinti e di altre opere citate quando rilevabili, al fine di agevolare le ricerche all’interno dell’archivio da parte degli studiosi. L’esame delle carte, non solo dal punto di vista del loro contenuto ma anche da quello del loro aspetto fisico (timbri, annotazioni, numerazioni), ha inoltre permesso di riconoscere alcune tracce dei criteri di ordinamento applicati in origine da Angelo Morbelli, importanti per riordinare l’archivio in modo filologicamente corretto.
Ci sono stati casi in cui il confronto con altre fonti ha modificato in modo significativo l’interpretazione iniziale?
Il confronto con le carte d’artista o altri documenti conservati in altri archivi è emerso come necessità di completezza e come scelta metodologica già in fase di riordino, per poi essere oggetto di discussione negli interventi della giornata di studio. Ricordo almeno il completamento delle informazioni riguardo l’ingresso al Museo Borgogna di Vercelli del dipinto «Per ottanta centesimi!».
Dall’analisi del nucleo sono emersi elementi rilevanti sulla figura di Morbelli che contribuiscono a ridefinirne il profilo artistico e professionale?
Dalla corrispondenza emergono informazioni spesso inedite sulle opere, la loro datazione, la committenza e anche sulle transazioni nel mercato dell’arte, un aspetto, quest’ultimo, seguito con particolare attenzione dal pittore. Temi molto concreti, come le questioni economiche legate alla valutazione dei dipinti fino agli accordi riguardo i diritti di riproduzione delle opere su libri, giornali o cartoline, sono gestiti da Morbelli in prima persona. Nel carteggio, risaltano, inoltre, i dati e le informazioni sulla circolazione all’estero delle sue opere: l’artista ha ben chiara l’importanza decisiva di far conoscere il suo lavoro fuori dall’Italia, orientandosi soprattutto verso la Germania, e dai primi del Novecento verso le esposizioni d’arte statunitensi. Infine, le lettere restituiscono la dimensione personale, privata dell’artista, generoso di consigli e di scambi anche con i colleghi pittori.
In che modo questo progetto si inserisce nel più ampio percorso della Pinacoteca Divisionismo? E quali nuove linee di ricerca si sono aperte a partire da questo fondo?
La qualità della collezione conservata nella Pinacoteca Divisionismo Tortona, la sua completezza e specializzazione, che oggi ne fanno un imprescindibile punto di riferimento per ogni indagine sul nostro Divisionismo e sulla correlazione tra le sue numerose e variegate voci, ha una stretta correlazione con l’impegno di costituire anche un centro di studi, grazie alla biblioteca specializzata, già attiva, e alla presenza di nuclei archivistici consultabili, ovvero riordinati. Oltre al fondo Angelo Morbelli, è ora in corso il riordino del fondo Filiberto Minozzi, ed è in programma quello delle carte di Plinio Nomellini, recentemente giunte a Tortona.
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