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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliCosì particolare da non avere, forse, precedenti. Il 21 luglio a Chicago la casa d'aste Freeman’s ha battuto Icehenge, imponente bancone da reception firmato da Frank Gehry, per la cifra finale di 243,2 mila dollari, quotazione che ha moltiplicato per dieci la stima della vigilia, fissata a 20 mila dollari. L'opera, oltre che per la sua particolare destinazione, si distingue per dimensioni e massa fuori dal comune, trattandosi di un'installazione monumentale articolata in 16 elementi in vetro, dal peso complessivo di ben sette tonnellate. Gehry la concepì specificamente per l'atrio dell'Inland Steel Building, celebre grattacielo modernista di Chicago.
«Eravamo consapevoli della complessità di collocare un oggetto di tale mole e stazza, ma la risposta dei collezionisti, giunti da settori ed aree geografiche differenti, è stata straordinaria», ha dichiarato Roger Ward, vicepresidente della sezione design di Freeman’s. «Il nuovo proprietario intende garantire la destinazione pubblica del pezzo, valutando un prestito a lungo termine a favore di un museo o di un ente culturale».
L'interesse dell'architetto per l'Inland Steel Building - edificio progettato negli anni Cinquanta dallo studio Skidmore, Owings & Merrill - è da rintracciarsi nella facciata in acciaio inossidabile del grattacielo, che aveva rappresentato per Gehry una fonte d'ispirazione determinante nella realizzazionekkscf del Guggenheim Museum di Bilbao. Nel 2005, il progettista acquisì una quota dell'edificio a 19 piani per coordinarne i lavori di restauro, poi ceduta negli anni successivi.
È proprio nell'ambito di questa riqualificazione che vide la luce Icehenge, una composizione realizzata in blocchi di vetro grezzo ricchi di bolle d'aria e imperfezioni strutturali. L'opera si compone di due ampi piani di lavoro cinti da un perimetro di elementi verticali disposti ad angolature irregolari. L'ispirazione originaria nacque da un singolo frammento di vetro notato da Gehry durante un altro cantiere: sovrapponendo i blocchi con inclinazioni differenti, l'architetto riuscì a generare rifrazioni luminose scenografiche, esaltate da una sfumatura verde studiata per riprendere la tonalità delle vetrate dell'immobile.
Fabbricata dal John Lewis Glass Studio, l'opera fu installata nel vestibolo dell'edificio creando un forte contrappunto visivo con la celebre scultura geometrica Radiant 1 realizzata da Richard Lippold nel 1956. Lo stesso Gehry commentò la genesi dell'opera con la consueta ironia in un'intervista al Chicago Tribune nel 2013: «A guardarla sembra quasi l'esplosione di una vetreria. Se una vetreria esplodesse davvero, al di là della tragedia umana, l'effetto visivo sarebbe indubbiamente affascinante».
Con l'esito registrato da Freeman’s, Icehenge diventa l'oggetto di design più costoso mai battuto all'asta tra quelli ideati da Gehry, superando il primato detenuto dal 2021 da una delle sue celebri Fish Lamps, venduta da Phillips a New York per 239,4 mila dollari. Il record assoluto in asta per una struttura firmata dall'architetto rimane invece legato alla vendita della Winton Guest House, aggiudicata da Wright nel 2015 per 905 mila dollari.
Camilla Sordi
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