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Ginevra Borromeo
Leggi i suoi articoliLo Stretto di Messina torna a proporsi come uno dei principali crocevia culturali del Mediterraneo. Con la presentazione del MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, il Ministero della Cultura inaugura un progetto destinato a ridefinire il ruolo della città siciliana all'interno delle politiche culturali internazionali, ponendo la cooperazione tra Europa, Africa e Medio Oriente al centro della propria strategia.
L'iniziativa è stata presentata il 2 luglio nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco di Messina Federico Basile, della rettrice dell'Università degli Studi di Messina Giovanna Spatari, del direttore generale dell'Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo Angelo Piero Cappello e della dirigente Chiara Ianeselli.
Promosso dal Ministero della Cultura, dal Comune di Messina e dall'Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI nella fase di avvio, il nuovo istituto nasce come centro dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea, assumendo il Mediterraneo come spazio privilegiato di confronto culturale piuttosto che come semplice area geografica.
L'operazione rappresenta uno dei primi progetti strutturali sviluppati nell'ambito della nuova Unità di missione per la cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo allargato, istituita dal Ministero della Cultura e inserita nel quadro del Piano Mattei. In questo contesto il MIRA raccoglie l'eredità di MAXXI Med, progetto avviato nel 2023, ampliandone la dimensione internazionale attraverso un partenariato istituzionale più esteso e una missione permanente.
Il nuovo istituto svilupperà programmi espositivi, residenze d'artista, attività formative e progetti di ricerca interdisciplinare dedicati alle arti visive, alla performance, alla musica e alla danza. Centrale sarà anche il coinvolgimento delle università e dei centri di ricerca, con l'obiettivo di costruire un ecosistema capace di mettere in relazione patrimonio culturale, produzione contemporanea e cooperazione internazionale.
Le future sedi operative saranno ospitate nelle Torri Morandi e a Villa Pace, due luoghi simbolici della città destinati a essere riqualificati e trasformati in un campus culturale dedicato al Mediterraneo contemporaneo. La scelta conferma una tendenza sempre più evidente nelle politiche culturali italiane: utilizzare l'arte come leva di rigenerazione urbana e di sviluppo territoriale, affiancando alla valorizzazione del patrimonio storico la costruzione di nuove infrastrutture culturali.
L'ambizione del progetto supera tuttavia la dimensione locale. Il MIRA si propone infatti come piattaforma internazionale nella quale artisti, ricercatori e istituzioni possano confrontarsi sui grandi temi che attraversano oggi il Mediterraneo: migrazioni, identità, memoria, trasformazioni ambientali, patrimonio materiale e immateriale, relazioni tra culture diverse. La Sicilia viene assunta come luogo di connessione tra Europa, Africa e Medio Oriente, recuperando una vocazione storica che precede gli attuali assetti geopolitici.
La presentazione del nuovo istituto è stata accompagnata dall'inaugurazione della Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella, installazione monumentale collocata simultaneamente sulle due sponde dello Stretto: nell'area dell'ex Fiera di Messina e in Piazza De Nava a Reggio Calabria. Le due opere, realizzate attraverso programmi della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, instaurano un dialogo permanente tra le due città e trasformano lo Stretto in un dispositivo simbolico di relazione piuttosto che di separazione.
Ginevra Borromeo
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